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Bonifica ex Sisas Arrestato il lodigiano Claudio Tedesi

ex sisas

Il vicepresidente di Lgh, Claudio Tedesi, è stato arrestato su ordine della procura della repubblica di Milano nell’ambito di una inchiesta su traffico illecito di rifiuti denominata “Black Smoke”. L’inchiesta riguarda la bonifica dell’area ex Sisas di Pioltello Rodano per la quale aveva svolto la funzione di tecnico del commissario delegato alla bonifica, Luigi Pelaggi.  Tedesi infatti è anche titolare di uno studio privato di ingegneria ambientale e consulenze. Insieme a lui, ai domiciliari, sono state disposte le misure restrittive per altre cinque persone. Le accuse vanno dalla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, alla corruzione, al traffico illecito di rifiuti. Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Milano, a conclusione di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica e dalla Dda di Milano.

Tedesi è il numero due della società con sede a Cremona, di cui fa parte anche Aem Spa dal febbraio 2013, quando il cda della holding venne completamente rinnovato. Presidente è Alessandro Conter, bresciano;  amministratore delegato Franco Mazzini, cremonese. Lodigiano, Tedesi è entrato in Lgh come rappresentante di Asm Pavia. Un nome molto discusso quello del direttore generale di Asm Pavia, quantomeno nella provincia limitrofa, quando il suo nome emerse tra gli indagati per la bonifica del sito di santa Giulia a Milano. All’epoca la minoranza Pd del comune di Pavia ne chiese le dimissioni.

Gli altri arrestati sono i due responsabili della direzione dei lavori, Fausto Melli e Luciano Capobianco, ambedue legati alla Sogesid spA, Francesco Colucci, presidente del gruppo Unendo Spa, l’holding a capo della bonifica tramite la Daneco impianti, Bernardino Filipponi, amministratore unico di quest’ultima, e Luigi Pelaggi, funzionario del ministero dell’Ambiente e all’epoca dei fatti contestati capo della segreteria tecnica del Ministro Prestigiacomo.

LA NOTA DI LGH –  A seguito della notizia, l’uggicio stampa di Lgh precisa quanto segue: “In relazione alle notizie sulle indagini della Procura della Repubblica e dalla Dda di Milano nei confronti dell’ing. Claudio Tedesi, LGH chiarisce che non sono coinvolte attività riferibili in alcun modo a società del Gruppo. Peraltro si precisa che, per quanto noto, le indagini che hanno portato al provvedimento cautelare oggi eseguito hanno invece preso avvio nel 2011. Claudio Tedesi è vicepresidente di LGH dal 7 febbraio 2013. Pertanto ogni inferenza in questo senso è da considerarsi estremamente grave e scorretta e l’azienda si riserva dunque di agire nelle sedi opportune a tutela della propria immagine”.

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