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L'ex limonaia di via Cà del Ferro diventa Casa MedeA per le cure ai malati oncologici

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Dopo anni di impegno e tentativi, va in porto il progetto dell’associazione MedeA, medicina ed arte, di realizzare a Cremona una casa per ospitare  attività di supporto ai pazienti che vengono a curarsi presso l’ospedale di Cremona, in particolare presso il reparto di oncologia medica. Un importante passo avanti nel rendere più efficaci e sopportabili le cure (non solo per i malati ma anche per i famigliari) e al tempo stesso la possibilità di una nuova vita per un immobile di pregio, l’ex limonaia di via Cà del Ferro, che rischiava di restare per sempre abbandonato ai confini della città. Martedì prossimo, 28 gennaio, alle ore 12,00 presso la saletta azzurra di Palazzo Comunale verrà ufficializzato il contratto tra Comune di Cremona e Associazione MEDeA, relativo alla concessione in uso dell’immobile di via Cà del Ferro 50, che diventerà appunto “Casa MEDeA”.

Un consistente grupp di volontari, oltre allo staff infermieristico e sanitario dell’ospedale ha reso possibile il progetto, ispirato dal primario del reparto di oncologia dell’ospedale, Rodolfo Passalacqua, ideatore tra l’altro di un progetto di umanizzazione delle cure esportato in tutta Italia. “Fino a pochi anni fa – spiega lo specialista –  il trattamento del cancro era limitato agli aspetti biomedici, ma l’esperienza di pazienti oncologici e sopravviventi indica che coesistono problemi psicologici e sociali in circa la metà dei malati e questi problemi generano ulteriore sofferenza. Ansia, depressione, difficoltà a accettare la malattia e le cure, si manifestano sin dalla diagnosi e pertanto malati e familiari hanno bisogno di essere aiutati anche dal punto di vista psicologico per favorire il loro rientro nella vita di tutti i giorni. È cambiata dunque la prospettiva: il malato oncologico non è più una persona che deve pensare solo a sopravvivere alla malattia, ma un individuo che deve avere la possibilità di continuare a vivere una vita di qualità sotto tutti i punti di vista, da quello clinico a quello psicologico e sociale. Questo aspetto è ancora più rilevante se si tiene conto del fatto che, grazie alle nuove terapie mediche e ai progressi nel campo della chirurgia e della diagnosi precoce, sempre più persone sopravvivono al cancro”. Di qui la funzione di un progetto come casa MedeA: “Nella struttura esistente della limonaia, si vuole inserire l’area educativa con la realizzazione di corsi per i malati e per i loro familiari connessi alla formazione ed educazione non solo sanitaria ma anche psicologica allo scopo di ottenere stili di vita sani e migliori (cucino terapia, pittura, arte), oltre che a manifestazioni culturali/artistiche necessarie all’integrazione tra città ed Ospedale (oncologico).

“La grande maggioranza delle cure riabilitative per i malati oncologici possono essere erogate ambulatorialmente da equipe formati da più specialisti, in maniera multidisciplinare e integrata con i servizi esistenti sul territorio: medico di famiglia, assistenza domiciliare, servizi sociali dei comuni e altre forme socio-assistenziali presenti. Va tenuto presente che le prestazioni riabilitative non devono essere considerate singolarmente ma devono rientrare in un programma assistenziale che ha per scopo il recupero e reinserimento dell’ammalato nel suo contesto familiare e sociale. La struttura riabilitativa assume così una importante funzione di raccordo fra l’ospedale (e le terapie che in esso vengono erogate) e il territorio. Il presente progetto, portato avanti da MEDeA insieme al Comune di Cremona e ad Enti territoriali che possono entrare nel progetto come co-finanziatori, costituisce una novità nel panorama Regionale e Nazionale in quanto può diventare il motore di avvio di uno dei primi esempi di “community-based delivery system” ossia sistema di erogazione di prestazioni sanitarie basato sulla comunità a cui appartengono i malati stessi, con una filosofia realmente no-profit e nuove forme di collaborazione in cui l’associazione di volontariato (costituita da malati, familiari, sanitari e altre persone sensibili a questi temi) assume una funzione di promotore dell’iniziativa e al tempo stesso finanziatore e garante della sua riuscita.”.

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