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Teleriscaldamento e acqua calda, un altro utente la spunta su Aem

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Il giudice Andrea Milesi

Sono già due le vittorie portate a casa da Assoutenti Cremona che sta assistendo alcuni inquilini di via Divisione Acqui a Borgo Loreto in lotta contro Aem Gestioni per il pagamento delle bollette pregresse del teleriscaldamento. In quest’ultimo caso il giudice Andrea Milesi ha respinto il ricorso di urgenza di Aem e ha vietato di togliere l’acqua ad una residente che si è rivolta agli avvocati Luca Curatti ed Alessia Recupero, rispettivamente presidente e vice di Assoutenti. Aem ha presentato ricorso d’urgenza per poter interrompere l’afflusso del teleriscaldamento e dell’acqua calda sanitaria in ragione della morosità dell’utente nel pagamento delle fatture emesse in relazione al servizio.

Da parte sua la residente ha accettato di aderire alla richiesta di Aem, ma solo per il servizio di riscaldamento dell’appartamento rispetto al quale non ha contestato la persistenza della morosità, giustificandola con la scarsa qualità del servizio. Ha invece sostenuto l’infondatezza del ricorso con riferimento alla fornitura di acqua calda. “Sulla fornitura di acqua calda sanitaria”, scrive il giudice nella sentenza, “pare non sussistere la morosità allegata dalla ricorrente, e comunque, in ragione della limitata entità del corrispettivo della fornitura, non paiono sussistere i requisiti di massima urgenza e di rischio di danno irreparabile”. Il giudice ha ritenuto “infondate le ragioni di unitarietà” della fornitura di calore ed acqua calda sanitaria sostenute da Aem a sostegno dell’impossibilità di acconsentire alla richiesta di disattivazione della sola fornitura di riscaldamento, in quanto, “pur essendo le due forniture contemplate dallo stesso contratto di somministrazione, esse sono distinte sia come ‘servizio’ nella richiesta di fornitura predisposta dalla società erogatrice, sia come contatore destinato alla quantificazione della prestazione, sia come numero identificativo della fornitura, sia infine come corrispettivi in bolletta”. “Basti pensare”, scrive il giudice Milesi, “a quello che succede nel periodo non invernale, nel corso del quale l’Azienda procede alla somministrazione della sola acqua calda sanitaria, interrompendo invece quella del riscaldamento”. “E’ quindi evidente”, si conclude nella sentenza, “che tale operazione di differenziazione nella fornitura è tecnicamente possibile”.

L'avvocato Luca Curatti

Piena soddisfazione per quest’altra vittoria è stata espressa dall’avvocato Luca Curatti. “Anche questa sentenza importante ribadisce nella sostanza che quanto lamentato da Aem è infondato, nel senso che è tecnicamente possibile differenziare la fornitura di acqua calda sanitaria e quella di riscaldamento”. “La nostra associata”, ha proseguito Curatti, “non ha opposto nulla per il riscaldamento, ma ha avuto pienamente ragione rivendicando la legittimità a poter mantenere in funzione la fornitura di acqua calda per la quale aveva onorato il pagamento”. “Il ricorso d’urgenza promosso da Aem”, secondo il legale, “non è il sistema migliore per cercare di risolvere i conflitti. Rivolgersi al tribunale per essere autorizzati ad entrare in una casa per interrompere qualsiasi tipo di utenza è un modus operandi che non porta ad un dialogo, né tantomeno ad un accordo condiviso”. L’avvocato ha invece auspicato “una concertazione collettiva che possa far evitare tempo e spese e che possa far ottenere risultati che invece non si raggiungono con un ricorso forzante”.

Lo scorso dicembre anche il giudice Benedetto Sieff aveva accolto le ragioni di un’inquilina che aveva presentato opposizione al ricorso d’urgenza fatto dall’azienda per ottenere il distacco del teleriscaldamento. Per il giudice, l’Aem non può staccare il teleriscaldamento a una famiglia morosa che risiede in un appartamento di proprietà del Comune. L’avvocato Curatti ha puntato sulle “criticità dell’impianto di teleriscaldamento, sia per la dispersione del calore che per problemi relativi al conteggio e alla fatturazione che non corrispondono ai calcoli”. Quella del giudice Sieff è stata la prima ordinanza in materia di teleriscaldamento emessa dal tribunale di Cremona.  “Grande soddisfazione” è stata espressa dal legale. “E’ la prima volta che un utente ottiene la giusta ragione davanti a un tribunale nei confronti di un gestore che chiede di tagliare il teleriscaldamento. E’ una sentenza capofila che potrebbe far nascere una class action costituita da persone che si vedono minacciate dal distacco del teleriscaldamento”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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