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Casa, compravendite ancora in forte calo: -44% in città

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Se è vero che in Lombardia la crisi nel settore immobiliare sta rallentando, pur essendo ancora ben lontana dalla parola fine, a Cremona i numeri sono ancora decisamente negativi. Nella città di Cremona le compravendite di abitazioni sono calate del 39,6% dal 2006 al 2012, mentre il calo è stato del 54% in tutta la Provincia. Nel primo trimestre 2013 invece, il calo per Cremona, rispetto al 2012, è stato del 10,7% per la città e del 23% per tutta la Provincia. Nel secondo trimestre si parla invece di un -44,6% per la città e di un -18,9% per il territorio.

Anche nell’edilizia non residenziale le cose non vanno benissimo: in città si registra, tra il 2006 e il 2012, un -60,5% a Cremona, mentre in tutta la provincia si parla di un calo del 44,3%. Nel primo trimestre 2013, rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, a Cremona si registra un -8,2% e un -29,4% nella Provincia. Per quanto riguarda infine il secondo trimestre, in città non vi sono state variazioni, mentre sull’intero territorio si parla di un -17,9%.

“I dati del primo semestre sulle compravendite di abitazioni in Lombardia, -15,8% nel I° trimestre e -10,4% nel II° trimestre rispetto agli stessi periodi del 2012, ci dicono che la crisi sta rallentando e in alcuni capoluoghi siamo tornati in positivo.” Così ha dichiarato Luigi Colombo, presidente di Ance Lombardia, commentando i risultati del V° Rapporto sul Mercato Immobiliare realizzato da Ance Lombardia in collaborazione con Cresme. “Sono segnali importanti, che ci fanno sperare, pur in un mercato che resta purtroppo in negativo, con un fatturato ancora in contrazione che si assesterà per il 2013 intorno ai 15 miliardi di euro, il livello più basso degli anni 2000, con -12,6% sul 2012, in attenuazione rispetto alla caduta dell’anno precedente, pari al -27,7%”.
La Lombardia rimane la principale piazza immobiliare a livello nazionale, con un fatturato di 11,8 miliardi provenienti dal settore residenziale e 3,1 dal non residenziale, pur avendo lasciato sul campo negli ultimi sette anni il 65% circa del suo volume di affari, riportandosi ai livelli più bassi dell’ultimo ventennio. “Questa stagnazione – ha continuato Colombo – si ripercuote violentemente su un settore già in difficoltà a causa del calo degli investimenti pubblici e dell’irrigidimento del “patto di stabilità”, oltre che per la crescente pressione fiscale gravante sugli immobili, risultato del “balletto” della tassazione che negli ultimi mesi ha scoraggiato i possibili investitori. Ci auguriamo che il Governo prenda delle decisioni e non le cambi continuamente nel giro di poche settimane”.
Su questa situazione pesano inoltre le difficoltà economiche delle famiglie e la crescente disoccupazione ed instabilità occupazionale, che rende sempre più complesso, soprattutto per i più giovani, la scelta di investire nella casa. Ma ad incidere sul mancato incontro tra domanda e offerta è soprattutto l’inceppamento dei meccanismi del credito immobiliare: dal picco di 16,4 miliardi di finanziamenti erogati per acquisto di abitazioni nel 2007, si è giunti ad appena 7,3 miliardi nel 2012, e il calo è proseguito anche nel primo semestre del 2013, che ha evidenziato un preoccupante -25% rispetto ai primi sei mesi del 2012.

FINANZIAMENTI PER L’ACQUISTO DI ABITAZIONI IN LOMBARDIA

Secondo i dati ufficiali di Banca d’Italia, le erogazioni di nuovi finanziamenti per l’acquisto di abitazioni sono risultate pari a 7,3 miliardi di euro nel 2012, con un calo del 42,1% rispetto al 2011, che segue ai cali registrati nei tre anni precedenti (-6,4 nel 2011, -1,9 nel 2010 e -6,9 nel 2009). Il livello dei nuovi finanziamenti erogati è così inferiore del 55,2% rispetto al massimo del mercato degli ultimi 13 anni, raggiunto nel 2007, quando le nuove erogazioni finalizzate all’acquisto di abitazioni erano pari a quasi 16,5 miliardi. Il dato relativo al primo semestre mostra un ulteriore deterioramento nel 2013, con la riduzione tendenziale del -24,4%.

FINANZIAMENTI PER L’ACQUISTO DI IMMOBILI NON RESIDENZIALI IN LOMBARDIA

Per quanto riguarda le erogazioni per l’acquisto di immobili non residenziali, dai dati di Banca d’Italia si rileva una dinamica che consolida la repentina e brusca inversione di tendenza avviata nel 2009, con un calo del 25,2% dei nuovi finanziamenti nel 2012, che segue il -36,5% del 2011, il – 19,8% del 2010 e il -47,3% registrato nel 2009. Il dato più recente mostra ancora tassi negativi importanti, nell’ordine del 37,9% nel primo semestre 2013.

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