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Rapine e furti alla Real Games, presi dalla polizia i due esecutori

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Sopra, la conferenza stampa con Lelario e Rossetto (foto Francesco Sessa)

AGGIORNAMENTO – Dopo il basista (un dipendente, all’epoca dei fatti, della sala giochi presa di mira con furti e rapine nei mesi scorsi) sono finiti in arresto, nella mattinata di giovedì, due uomini accusati di essere gli “esecutori materiali” (con la complicità e le informazioni fornite dalla “talpa”) dei colpi da migliaia di euro alla Real Games di via Eridano. In carcere, in seguito agli accertamenti della squadra mobile della polizia, un 28enne catanese, Vito Greco, e un 32enne crotonese, Carmine Pascale, entrambi residenti in provincia.

La vicenda è stata delineata attorno a mezzogiorno durante una conferenza stampa negli uffici della polizia dal dirigente della squadra mobile Nicola Lelario, affiancato dal questore Vincenzo Rossetto.

Il 28enne insieme al basista (il 32enne residente in provincia di Pavia Tiziano Cantarini, da qualche tempo tornato in libertà e descritto come persona collaborativa dagli investigatori che lo hanno sentito nelle scorse settimane) è accusato della rapina simulata da circa 4mila euro del 13 agosto 2012 (utilizzati dal finto rapinatore un coltello e un casco integrale) e tutti e tre sono accusati di due furti successivi (per un totale che supera i 10mila euro) e della rapina vera e propria (con pistola e volti coperti per il catanese e il crotonese) da circa 7500 euro del 4 marzo 2013 (per quest’ultimo caso non è stata contestata la simulazione di rapina in quanto un collega ignaro del basista era presente al momento del colpo).

Sia il 28enne Greco che il 32enne Pascale avrebbero inoltre messo a segno una rapina alla stazione di servizio Ip di Bettenesco il 18 settembre 2012: usando caschi integrali e una pistola (dopo essere giunti a bordo di una moto, proprio come pare essere accaduto alla Real Games) sarebbero stati loro a impossessarsi di circa 2500 euro dall’ufficio del titolare (in particolare gli investigatori ritengono che Pascale sia sceso dalla moto con la pistola).

“Un’indagine complessa – ha spiegato Lelario – nel corso della quale (oltre alle registrazioni delle telecamere, ndr) sono state anche analizzate le celle telefoniche per capire gli spostamenti dei soggetti”. In corso ulteriori accertamenti per valutare eventuali collegamenti tra gli arrestati e altri colpi avvenuti nel nostro territorio.

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