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"Il declino non è inarrestabile" Tutto il Pd con Galimberti a 7 giorni dalle primarie

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E’ Luciano Pizzetti a sgomberare il campo una volta per tutte: “Gianluca Galimberti è il candidato del Pd. E non perchè non ci fossero alternative, ma perchè il Pd ha scelto lui come candidato”. Il senatore è intervenuto insieme agli altri big del Partito Democratico (Agostino Alloni, Matteo Piloni, Maura Ruggeri; assenti giustificati Cinzia Fontana e Andrea Virgilio) per lanciare il professore e ricercatore di fisica nella settimana conclusiva in vista delle primarie del 23 febbraio. Nel mezzo della tempesta romana, il Pd locale si mostra unito nel sostegno al candidato estraneo ai partiti ma ben radicato nella vita civile; entusiasta e trascinatore ma anche concreto e progettuale. L’uomo giusto al momento giusto, lo definisce Matteo Piloni, che potrà parlare ad una platea allargata oltre i confini del Pd. “Non è un’operazione politica banale, ma una grande opportunità per i cremonesi”, spiega il segretario provinciale. Maura Ruggeri bastona tutto il quinquennio di amministrazione Perri: “Hanno costantemente guardato all’indietro, senza alcuna idea nuova e agendo sul bilancio con operazioni ragionieristiche. Il risultato è una città in declino, ma questa prospettiva non è ineluttabile, si può ancora cambiare l’orizzonte. Serve concretezza e visione d’insieme, ma soprattutto idee da mettere in campo”.

Sul fallimento dell’amministrazione uscente, insiste anche Pizzetti: “Quali impronte digitali proprie ha lasciato questa amministrazione? Quale programma proprio di una maggioranza politica è riuscito a sviluppare? Secondo alcuni il centro destra ha dovuto rimediare alle magagne lasciate dal centro sinistra. Se anche volessimo assumere come vera questa affermazione, mi chiedo: in termini di iniziativa e sostegno, cosa hanno fatto di originale? Ciò che non è stato possibile fare in questi cinque anni sarà impossibile realizzarlo nei prossimi cinque”. Ma Pizzetti si rivolge in primo luogo al sistema produttivo, a quel tessuto imprenditoriale (commercio, servizi, industria, artigianato) che dovrebbe essere il motore della ripresa: “Faccio un appello al sistema delle imprese e chiedo loro se in questi cinque anni sono arrivati dall’amministrazione di centrodestra elementi di contrasto alla crisi. Un esempio per tutti: in questi giorni Cremona rischia di perdere il controllo di Centropadane, gli enti locali avranno solo diritto di parola. Il tutto con un accompagnamento di fatto da parte del centrodestra. Come possono pensare, le imprese locali, che questa tendenza possa essere invertita?”. Pizzetti tocca anche il tema caro agli Industriali del polo di Tencara: “Fermo perchè il centrodestra ha preferito optare per il polo di via Mantova, con perdita di fondi già disponibili”.

“Follia e responsabilità” sono i due concetti su cui Galimberti insiste: entrambi si riferiscono all’accettazione di una sfida complicata, far recuperare al Pd i cinque anni perduti, la guida della città, ma soprattutto un ruolo di ledership del capoluogo all’interno del territorio provinciale.  Da parte sua Galimberti  (che ha momentaneamente rinunciato ad uno degli incarichi universitari per dedicare più tempo alle primarie) ci tiene a rimarcare che i suoi non sono solo progetti e belle intenzioni, ma possibilità concrete di sviluppo che possono essere realizzate con un sapiente uso dei fondi strutturali europei così malamente gestiti negli ultimi tre anni dall’Italia. E rilancia le sue idee  di sviluppo: polo tecnologico, ancora al palo, in un settore che già ora dà lavoro a 350 persone  e ha alte capacità di attrazione verso altre imprese; aggancio in extremis ad Expo, di cui viene pesantemente denunciata la mancanza di progetti cremonesi; reale valorizzazione della liuteria contemporanea attraverso una regia pubblica delle opportunità offerte dai privati. In questo settore, in particolare Cremona “deve recuperare autorevolezza per parlare con i territori vicini e con l’Europa. Così si fa lobby territoriale, ma in Europa bisogna andarci parlando inglese”. Parla anche ai riottosi commercianti: “Il rilancio del centro è possibile dando concretezza a pacchetti turistici di cui finora si è soltanto parlato senza mai metterli in pratica”.  Galimberti rivendica con orgoglio i numeri della campagna sui social network che fin dall’inizio ha contraddistinto la sua candidatura: in un mese e mezzo il suo sito è stato visitato 9700 volte con 4000 visitatori unici, per 33mila contatti con durate superiori alla media. Senza contare il lavoro svolto in prima persona, girando i quartieri e incontrando 700 persone in una quarantina di appuntamenti, oltre ai contatti con chi “rappresenta gli interessi culturali ed economici in città”.

Ora l’appuntamento è per il 23 febbraio, dalle 8 alle 20, nelle primarie civiche di coalizione contro Rosita Viola (presentata da Sel) e Paolo Carletti (Psi), a cui sono andati i ringraziamenti di Piloni.

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Commenti
  • Roberta Zuccoli

    Preparato, entusiasta, pulito, anni di lavoro all’elaborazione di un programma che nasce come ricerca e confronto di piu gruppi di lavoro impegnati su tematiche cruciali per Cremona, io credo che Gianluca galimberti rappresenti davvero un’opportunità per dare un nuovo volto alla città

  • OmarB

    Follia e responsabilità, ma anche sorriso, vicinanza alle persone e studio dei problemi. Così si può tornare a far innamorare i cremonesi della proria città. Solo così si possono far riemegere le bellezze di Cremona per riportarla alla ribalta d’Italia e d’Europa

  • pinco pallino

    Ma il senatore, quando alludeva ai “frequentatori dei cunicoli della
    cremonella” a chi alludeva……???

    O i “frequentatori” sono emersi………….o lui
    gli sta facendo compagnia……………!!!

  • Mario

    Povero PD: niente laicismo e nessun riformismo. Ci manca solo Latouche come faro per la crescita .Addio grande Cremona, solo piccoli provinciali.