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L'impresario delle Smirne Ridere del teatro con Goldoni al Ponchielli

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Una delle commedie sul teatro di Carlo Goldoni, quella che andrà in scena al Ponchielli per la stagione di prosa i prossimi 25 e 26 febbraio (ore 20.30). “L’impresario delle Smirne” è  un grande affresco, una cantata corale affidata all’insieme della compagnia che lo rappresenta: ogni personaggio, dal Turco al servitore, si rivela incisivo, necessario in un “divertissement d’ensemble” che restituisce il clima lezioso e libertino dell’epoca, ma che allo stesso tempo offre l’occasione per porsi alcune domande di sconcertante attualità: che importanza ha l’Arte e in modo specifico l’Arte teatrale nella società contemporanea? E che ruolo riveste all’interno di suddetta Arte, l’attore? In quale modo è possibile riuscire a realizzare spettacoli di grande valore artistico senza adeguate risorse finanziarie? La messa in scena è quella di Roberto Valerio, scene Giorgio Gori, costumi Lucia Mariani, luci Emiliano Pona per la compagnia Associazione Teatrale Pistoiese.

Curiosità relative allo spettacolo potranno essere scoperte grazie all’incontro, che si terrà presso L’Osteria del Fico (via Guido Grandi 12) mercoledi 26 febbraio alle ore 18.00, dove Roberto Valerio regista ed artisti della Compagnia verranno intervistati dal critico teatrale del quotidiano “Libertà di Piacenza” Enrico Marcotti. Ingresso Libero. Composta nel 1759, l’opera è una splendida e divertente commedia che presenta  un impietoso ritratto dell’ambiente degli artisti di teatro, ambiente che Goldoni conosce a fondo. La vicenda ruota attorno ad un gruppo di attori, uomini e donne, tutti pettegoli, invadenti, boriosi e intriganti che, disperati e affamati, vivono per un breve attimo l’illusione della ricchezza nella speranza di riuscire a partire per una favolosa tournée in Oriente con Alì, ricco mercante delle Smirne intenzionato a  formare una compagnia d’Opera, e tornare carichi d’oro e di celebrità. Facili prede di mediatori intriganti, di impresari furbi e rapaci, i poveri artisti scoprono a loro spese che le regole del Teatro sono eterne e che la loro vicenda scritta 250 anni fa ha un sapore grottesco di attualità. Distratti dalle loro piccole beghe e rivalità, occupati a farsi la guerra per far carriera, invidiosi di una posizione nella gerarchia di palcoscenico, di un costume più o meno sfarzoso, di un privilegio in più e soprattutto di avere una paga l’uno più alta dell’altro, non si accorgono di essere delle piccole sciocche marionette i cui fili vengono manovrati da chi il potere veramente ce l’ha, per la sua posizione o per il suo denaro.

I biglietti sono in vendita dal 23 novembre alla biglietteria del Teatro, aperta tutti i giorni feriali dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30 (tel 0372 022001/02).

 

Questi i prezzi dei biglietti: platea e palchi € 21,00 – galleria € 14,00 – loggione € 10,00

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