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Caro sindaco, programmare subito chiusura inceneritore

Lettera scritta da 10 associazioni

Signor sindaco, le chiediamo di programmare subito la chiusura dell’inceneritore e la sollecitiamo a chiedere all’AEM di adottare con urgenza il progetto del Trattamento Meccanico Biologico, un impianto a freddo di trattamento dei rifiuti non differenziati che renderebbe superfluo l’inceneritore.

L’hanno già fatto a Reggio Emilia. Lo hanno fatto a San Francisco negli Stati Uniti. Lo hanno fatto ad Edmonton, in Canada. La prima versione di Trattamento Meccanico Biologico l’ha adottata in Europa Barcellona.

L’ultima versione tecnologica è ancora più avanzata ed è frutto della Ricerca italiana : il Centro della Scuola di Agraria di Monza ha progettato un impianto di Trattamento meccanico Biologico che rende utilizzabile per l’agricoltura come fertilizzante il compost prodotto con il trattamento a freddo dei rifiuti residui.

Niente combustione, niente polveri, niente diossina prodotta.

Il recente Rapporto di Legambiente chiede la chiusura di 4 degli 11 Inceneritori operanti in Lombardia : gli inceneritori di Parona, Desio, Busto Arsizio, Cremona sono considerati i peggiori della regione e la loro chiusura comporterebbe – 49% di polveri, – 34% di polveri d’azoto, – 51% di diossine sul complesso emesso dai 13 inceneritori.

Persino la Giunta Maroni è arrivata ufficialmente alla conclusione che in Lombardia abbiamo troppi inceneritori rispetto alla quantità di rifiuti da bruciare. E responsabilmente la Commissione Ambiente della regione Lombardia ha approvato all’unanimità il 3 dicembre scorso una Risoluzione contenente le Linee Guida per la dismissione degli impianti di incenerimento, a partire da quelli meno efficienti.

L’AEM e la holding di cui fa parte sanno benissimo tutto questo. Perché allora rifiutano persino di programmare, almeno entro 3 anni, la chiusura dell’inceneritore di san Rocco? Perché chiedono più tempo per valutare se convenga o meno adottare la soluzione del TMB, Trattamento Meccanico Biologico, che tutti sanno essere un impianto flessibile e adattabile alla eventuale ed auspicabile diminuzione della frazione residua dei rifiuti?

La risposta è chiara: non hanno alcuna intenzione di rinunciare all’inceneritore di San Rocco e attendono l’esito delle prossime amministrative per rifinanziarlo e, così, potersi inserire nella “Rete nazionale integrata di impianti di incenerimento” prevista da un recente provvedimento del Governo Letta.  Rete integrata che verrà alimentata dai rifiuti provenienti da ogni parte d’Italia.

Lo sa bene il suo assessore all’ambiente Bordi che nei mesi scorsi aveva annunciato ufficialmente che toccava all’attuale amministrazione decidere il destino dell’inceneritore.

Decidere significa assumere come Ente Locale atti amministrativi vincolanti, non generiche buone intenzioni inserite in Linee Guida da “ trasmettere come osservazioni alla Regione Lombardia e alla Provincia di Cremona”.

Lo sa bene anche Lei, signor sindaco, che ci ha gentilmente ricevuti lunedì 2 dicembre 2013 in rappresentanza di 30 associazioni ambientaliste e di volontariato sociale e ci ha solennemente chiesto collaborazione per la raccolta differenziata e per la chiusura dell’inceneritore, dichiarando di riconoscersi totalmente nelle posizioni dell’assessore Bordi.

Cosa è successo da allora ? Lo sanno benissimo i consiglieri e i sindaci dei Comuni serviti da AEM che hanno partecipato alle due sedute del Tavolo di lavoro congiunto sui rifiuti tenute nell’aula del Consiglio comunale di Cremona. Lo sanno i giornalisti che hanno assistito all’attacco durissimo portato alla versione delle  Linee Guida, concordate da Bordi col gruppo consigliare del PD, da parte di capigruppo della sua maggioranza di centro-destra.

Così l’assessore Bordi è stato costretto a cedere e a fare retromarcia. Così le Linee Guida sono ritornate a non avere né scadenze per la chiusura dell’inceneritore né atti amministrativi vincolanti per la stessa Giunta che lei presiede, per il Consiglio comunale che le garantisce una maggioranza, per l’AEM che pensa ancora una volta di averla giocata.

Non permetta, signor Sindaco, che le Linee Guida si riducano a vuote promesse, prive di atti amministrativi giuridicamente vincolanti, magari truccate con l’invenzione di un ”esperienza pilota” da proporre in Regione per la dismissione dell’ inceneritore di San Rocco. Piuttosto, per pilotare la dismissione dell’inceneritore di San Rocco chieda all’AEM e a Lgh quanti euro hanno già accantonato nell’apposito fondo finalizzato al decommissioning. Oppure ci verrete a raccontare che i soldi ce li metterà la Regione Lombardia ?

La democrazia richiede trasparenza e assunzione di responsabilità, non trucchi di prestigio per ingannare i cittadini. Nè lo scarica barile di posizioni che poi trasmetterete come semplici “osservazioni” alla Regione Lombardia e all’ Amministrazione provinciale.

Non creda, signor Sindaco, di venire a raccontarci in campagna elettorale che lei si impegnerà a chiudere l’inceneritore, contando sulla disinformazione e sulla complicità di coloro che la vogliono rieleggere ma non la rispettano e non le riconoscono l’autorità di decidere.

Noi associazioni invece questa autorità gliela riconosciamo : la usi adesso che formalmente è ancora in carica come sindaco. La usi verso l’AEM, la usi verso la sua Giunta, ma soprattutto verso la sua maggioranza. La usi per far votare in Consiglio Comunale la data della chiusura dell’inceneritore di san Rocco, la usi verso l’AEM che è più di una partecipata, è una “ controllata” dal Comune. La usi per far sentire in Regione Lombardia che il Comune di Cremona vota ufficialmente per la  chiusura dell’inceneritore di San Rocco e non permette né ora né mai piani di revamping; che questi piani di ristrutturazione delle due linee di San Rocco verranno bocciati in ogni modo, anche ricorrendo ai poteri legittimi , sanitari e ambientali, del Sindaco.

Se non è in grado di farlo, se non ha l’autorevolezza per perseguire obiettivi che dice, a parole, di condividere si renda conto che la sua “autorità istituzionale” diventa finzione, diventa ostaggio di chi detiene la vera leva delle decisioni .

Vuole smentire questo giudizio? Ebbene sia coerente con quello che il suo assessore aveva proposto  e concordato con le opposizioni e più volte promesso ai vari movimenti e ampiamente discusso con varie espressioni dell’associazionismo !

Certo, l’associazionismo ha più anime ed esprime istanze radicali magari non raggiungibili subito. Però spesso indica la strada nuova da imboccare, come cerca di fare il Documento del Tavolo delle 31 associazioni ambientaliste e del volontariato sociale della provincia di Cremona consegnato a lei nel dicembre scorso. E spesso coglie la trama conservatrice di piccoli e grandi poteri che resistono al cambiamento e contribuiscono al declino della nostra comunità e, più in generale, dell’Italia.

Pensi che in Italia sono già 200 i Comuni che hanno adottato la strategia “ Rifiuti Zero”. Purtroppo molti altri sono in spaventoso ritardo nella raccolta differenziata e i loro rifiuti finiranno negli inceneritori della Lombardia. L’AEM e Lgh potrebbero puntare proprio su questo mercato.

Dunque il fatto che Cremona finalmente acceleri sulla raccolta differenziata non è di per sé garanzia che l’inceneritore venga progressivamente dismesso.

Se non crede a noi, consulti gli atti ufficiali della Commissione Ambiente e dello stesso Consiglio regionale della Regione Lombardia o, più, semplicemente, consulti l’Anci per quanto riguarda le sue prerogative e le sue responsabilità di Sindaco e convinca la sua maggioranza e la presidenza dell’AEM.

Il tempo della responsabilità e della decisione è adesso!

Marco Pezzoni, CreaFuturo; Bruno Tagliati, Acli; Maurizio Mele, Arci; Giovanna Perrotta, Legambiente; Benito Fiori, AmbienteScienze; Laura Rossi, Filiera Corta Solidale; Piercarlo Bertolotti, Fiab Biciclettando Cremona; Carla Bellani, Comitato Sì alle energie rinnovabili, No al nucleare; Stefano Bocci, Luci Cremona; Enrico Gabbioneta, Masci, Movimento adulti scout cattolici Cremona.

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Commenti
  • Matteo

    L’inceneritore a Cremona serve a ridurre l’inquinamento, altre sono le fonti emissive realmente dannose. Diffondere stupide credenze non qualifica queste persone. Ma l’inceneritore è un facile bersaglio.. per tutti i populisti. Anche quelli credenti.

  • Felix

    Ma che c’entra un politico navigato, con tanta brava gente?

  • ilDaniele

    Buongiorno sono ilDaniele72 pongo a tutti una domanda.
    Perché pur essendo verificato tramite Disqus il mio commento non è stato pubblicato?
    Non ho usato termini offensivi o impropri.
    Non sono stato volgare.
    Non ho accusato senza fondamento.
    Non sono uscito dal tema della discussione.

    Quello che dicevo dava fastidio?

  • ilDaniele

    Signor sindaco, spiace leggere alcune cose non corrette firmate da associazioni che personalmente rispetto.

    “il progetto del Trattamento Meccanico Biologico, un impianto a freddo di trattamento dei rifiuti non differenziati che renderebbe superfluo l’inceneritore. L’hanno già fatto a Reggio Emilia…”
    La frase “vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso” ricordo a questi signori che a Reggio Emilia sono ancora in fase di progetto e ci sono alcuni malumori con tanto di appelli a Napolitano dai futuri vicini di questo impianto.

    Ricordo anche che la regione, comune e provincia non sono ancora d’accordo su quale tecnologia usare. Nell’attesa di decidere come funzionerà ricordo a lor signori che questa tipologia di impianto è un passaggio per lo smaltimento del rifiuto.

    Preso direttamente dal RAPPORTO ANNUALE SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI IN PROVINCIA DI REGGIO EMILIA del 2013: rifiuto in uscita dal TMB destinato alla discarica 51% nella più felice previsione dal punto di vista del recupero materia 33%.

    Dati sulla carta perchè come detto non è stato ancora costruito nulla!!!

    Non parlo del discorso energetico perchè questo tipo di impianti non sono autosufficenti da questo punto di vista, anzi sono energivori. Consumano energia fatta da centrali elettriche (loro non inquinano? guardatevi i siti più inquinati d’Italia)

    Per quanto riguarda l’America e non solo trovo interessante lo studio “Du rare à l’infini. Panorama mondial des déchets 2009” in cui vengono analizzate le diverse metodologie di smaltimento nel mondo.
    L’EPA il soggetto più importante di attuazione della politica ambientale americana nel 1989 ha adottato una strategia di intervento sui rifiuti del tutto simile a quelle disegnate dai Piani di intervento comunitari con la strategie delle 4 R (riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero energetico). si legga bene l’ultima R

    “Il recente Rapporto di Legambiente ….”
    se è così inquinante perchè il N.O.E. o A.R.P.A. non ha denunciato e chiuso l’impianto di Cremona?

    “L’AEM e la holding di cui fa parte sanno benissimo tutto questo…. auspicabile diminuzione della frazione residua dei rifiuti?”
    Non vi viene il sospetto che sanno anche i limiti di questa tecnologia?

  • ilDaniele

    continuazione del commento precedente

    “Pensi che in Italia sono già 200 i Comuni che hanno adottato la strategia “ Rifiuti Zero”….”
    Vogliamo vedere che fine fa il rifiuto di Capannori? Gli ultimi dati dicono che il 61% del rifiuto indifferenziato finisce in dicarica ….

    “Dunque il fatto che Cremona finalmente acceleri sulla raccolta differenziata non è di per sé garanzia che l’inceneritore venga progressivamente dismesso”
    Solita equazione maggior differenziata minor recupero energetico, ma farsi un giro in Europa e documentarsi? es . Austria 30% uguale sia recupero energetico che recupero materia.

    L’Europa ha fissato per il 2020 l’obbiettivo discariche zero e grazie alla politica ambientale che abbiamo in Italia siamo lontani anni luce, siamo fermi a 18% termovalorizzato, 20% riciclato, 49% discarica e 13% compostaggio