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L'OPINIONE – La sfida di Renzi è partita Ce la farà?

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Con un discorso  al Senato  di 70 minuti – a braccio, una mano in tasca, l’occhio sbirro – Matteo Renzi ha lanciato lunedì pomeriggio  la sua “sfida”  ad un paese “arrugginito” senza dare numeri, rivolgendosi  in verità  più alla “gente” che ai senatori. A Giuliano Ferrara non è piaciuto, l’ha paragonato ad un discorso da sindaco di Velletri o Campi Bisenzio, “però gli voterei la fiducia, è intelligente”.  Molti avrebbero voluto riferimenti al mondo. Ma nei contenuti e nello stile  è stato renziano fino in fondo. Cioè franco,immediato.”Ambizioso” come ha detto Formigoni, suo sostenitore. “Povero, surreale, populista  ed arrogante” come hanno sottolineato gli oppositori. Non è stata una partenza facile. Ce la farà?

Il neo premier ha toccato temi fondamentali.
1. Rilanciare il lavoro con un occhio di riguardo ai giovani. Con un piano preciso,concreto.
2. Dare centralità alla scuola (“Il compito degli insegnanti è straordinario”). Pensando alla edilizia.
3. Sbloccare i debiti che la P.A. ha nei confronti delle imprese.
4. Attrarre investimenti dall’estero.
5. Ripartire  da una riforma profonda della Giustizia (amministrativa, civile, penale).
6. Superare le Province.Varare una legge elettorale,lustrare l’Italicum.
7. Togliere al Paese le catene della burocrazia.
8. Intervenire sul Fisco,oggi percepito come un “nemico”.
9. Investire nella Cultura (“Un paese che non si integra non ha futuro”).
10. L’Italia vuole diventare il Paese delle opportunità.

Dice il senatore Matteoli: “E’ un giovane,può essere che fosse emozionato, mi ha deluso il suo intervento”.
Aggiunge Ferrara: “Renzi ha il diritto di provarci, ma se delega tutto a Del Rio è finito.Deve impegnare il Governo ed il Parlamento per fare – subito – la nuova leggere elettorale.  Ma abolire il Senato che è nella Costituzione è una impresa demagogica. Il problema è l’economia, trovare il lavoro ai giovani,tagliare la spesa pubblica.A Renzi quale libro regalerei? La Bibbia”.
Renzi dovrà fare il funambolo fra sinistra e destra, come ha anticipato Panebianco sul Corrierone, per sfangarla. Lui stesso ha capito che lo attende un Everest da scalare:il Paese è prigioniero delle lobby, deve scompaginare i diversi fronti, farsi perdonare la “pugnalata “ a Letta e la presa del Potere senza essere passato dalle urne. Ha detto,a caldo,Nichi Vendola:  “Renzi ha fatto un discorso per i teleutenti,sul Fisco non è stato chiaro;volevo sentire parole coraggiose sul Sud, sugli investimenti per la modernizzazione del Paese,sui giovani. L’ambiente è devastato dal partito del mattone, dalla speculazione edilizia.Il Paese sta crepando. Saremo forti oppositori.”
Matteuccio è preparato agli agguati e alle scalate. Punterà sulla Politica (“non è una parolaccia”.) Punterà più sui mercati rionali che ai mercati finanziari.  Ha concluso con schiettezza:”  Non  ci sono più alibi per nessuno”. Se fallirà si tornerà alle urne.

Enrico Pirondini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • Andrea Rastelli

    Mi ricorda tanto, un altro politico di cui non ricordo il nome, che aveva fatto un patto con gli italiani, nel quale si parlava di un milione di posti di lavoro, di ridurre le tasse ecc. ecc. Ma poi non gli hanno permesso di farlo …