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Nocciolina in un polmone per oltre 10 giorni, bimba rischia soffocamento: operata e salvata

operazione

Un bimba di tre anni ha rischiato di morire a causa di una nocciolina finita in un polmone e rimasta lì per oltre 10 giorni. Una presenza estranea che ha provocato un’infezione e messo ko il polmone sinistro. Del problema si sono accorti i medici dell’ospedale di Cremona, che hanno indirizzato i genitori all’ospedale di Parma, dove la piccola è stata operata e il problema è stato risolto. La vicenda è raccontata oggi sulle pagine della Gazzetta di Parma.

Tutto comincia lo scorso 3 febbraio. La bambina, della provincia di Cremona, al termine di una cena mette in bocca una nocciolina che, a causa di un colpo di tosse, finisce in un polmone. E’ solo una decina di giorni dopo, però, che ci si rende conto con certezza del problema (anche se sospetti fanno la loro comparsa da subito nei genitori). Dopo aver vomitato, poco dopo l’incidente, la bimba sembra riprendersi. Resta una brutta tosse. Per il pediatra di famiglia, che visita successivamente e apprende dell’incidente, solo una bronchite (viene prescritto un antibiotico per una settimana). La tosse, però, resta e la piccola viene portata da un altro pediatra per un consulto: il medico parla di bronchite asmatica e suggerisce di cambiare antibiotico e somministrare quello nuovo per 10 giorni. Dopo qualche giorno, però, la mamma, che sospetta qualcosa di più serio, chiede al pediatra di famiglia di fare una lastra. Lastra che evidenzia un’anomalia. Il 13 febbraio, all’ospedale di Cremona, ci si rende conto della situazione e i genitori vengono invitati a dirigersi al Maggiore di Parma, meglio attrezzato, come riporta la Gazzetta, per questi casi. Il 14 febbraio nella città emiliana si procede prima con una broncoscopia diagnostica (in anestesia totale): il procedimento evidenzia i vari frammenti di nocciolina nel polmone sinistro, che non ventila più (problema a cui si aggiunge una polmonite al destro provocata dall’infiammazione generalizzata). Grosso il rischio soffocamento. L’equipe di endoscopia toracica interviene subito operando (broncoscopia in anestesia generale) e in due ore i frammenti estranei vengono rimossi, scongiurando ogni pericolo e permettendo alla bambina di tornare alla normalità.

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