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Fatture false, 29 rinvii a giudizio Processo a giugno

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29 rinvii a giudizio, 8 patteggiamenti, 7 assoluzioni (con rito abbreviato), due sentenze di non luogo a procedere per prescrizione e tre pronunciamenti di incompetenza territoriale. Questo l’esito giudiziario del processo sulla maxi indagine della guardia di finanza su una presunta organizzazione criminale dedita alla frode fiscale attraverso l’emissione e l’utilizzo, in via sistematica, di fatture per operazioni inesistenti.

49 gli imputati, tutti professionisti e imprenditori, legali rappresentanti delle società coinvolte, accusati di aver utilizzato le fatture false emesse dalle società cartiere per evadere il fisco. Di questi, il giudice per l’udienza preliminare Letizia Platè ha deciso di mandarne a processo 29: davanti al collegio, il prossimo 3 giugno comincerà il procedimento contro il ragioniere commercialista Fabio Galli, il suo ex collaboratore Achille Melgari, l’imprenditore bresciano Alessandro Cattalini, Massimo Boselli Botturi, Raffaella Storti, Daniele Preti, Francesco Raineri, Saverio Bettinelli, Costantino Pini, Maricel Tache Barnea, Ge Zhang (reato  prescritto solo per le fatture del 2005), Massimiliano Farace, Diodoro Scialfa, Alessandro Gobbi, Fabrizio Compiani, Maurizio Morini, Giovanni Ghini, Catia Colnago, Angelo Brazzale, Franca Reali, Pier Emilio Ardigò, Ismaele Spinelli, Qemal Vrapi, Andrea Losi, Monica Franzini, Giannina Martin, Alfonso Bondi, Antonino Losordo e Bruno Zambon. “Il processo è complesso”, hanno dichiarato gli avvocati difensori, che solo domani avranno in mano il dispositivo della sentenza. “Serve il vaglio dibattimentale per chiarire meglio le singole posizioni”.

Per due dei 49 imputati, il giudice ha emesso sentenza di non luogo a procedere per avvenuta prescrizione, mentre otto hanno preferito la via del patteggiamento.
Altri sette che hanno chiesto ed ottenuto di essere giudicati con il rito abbreviato sono stati assolti, mentre altri tre saranno giudicati nei tribunali di Piacenza e Brescia. Per questi ultimi, infatti, il gup ha accolto l’istanza di incompetenza territoriale sollevata dagli avvocati della difesa.

Si parla di fatture false per un milione e 287 mila euro per evadere più di 256mila euro di Iva negli anni 2005-2009, fatture che sarebbero state emesse da tre società cartiere dal ragionier Fabio Galli a favore di imprenditori di mezza Italia con l’aiuto di Achille Melgari e Alessandro Cattalini, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale. In particolare, Galli, “titolare dell’omonimo studio di contabilità, onde consentire ai titolari di aziende e ditte individuali, suoi clienti, di abbattere il reddito imponibile ai fini della determinazione delle imposte dirette e dell’Iva da versare all’erario”, per l’accusa avrebbe promosso “la costituzione di una serie di società cartiera” facenti capo a se stesso, a Melgari e a Cattalini, “partecipi del sodalizio criminoso finalizzato all’emissione, per terzi e per le società da loro rappresentate, di fatture per operazioni inesistenti”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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