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Sei figli piccoli e niente lavoro Famiglia disperata chiede aiuto

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“Faremmo qualsiasi cosa pur di lavorare”. E’ l’appello di una famiglia del territorio che, attraverso l’intermediazione dell’Anfn (Associazione nazionale famiglie numerose) chiede aiuto per uscire da una situazione di gravissima crisi. E’ Guido Bellini, coordinatore provinciale dell’associazione, a chiedere aiuto per la famiglia in questione, composta da mamma, papà e 6 figli, dai due agli 11 anni, che attualmente “si trova in grosse difficoltà economiche – spiega Bellini -. L’attività di famiglia che assicurava uno scarso reddito, a causa della crisi, è stata ceduta per poco, al fine di pagare alcuni debiti. Il papà ha un diploma di ragioneria ed è stato contabile in una ditta, ha lavorato nella vigilanza al San Raffaele di Milano, ha avuto una pizzeria-trattoria a Milano e ultimamente gestiva una pizzeria da asporto, mentre la mamma è infermiera generica, attualmente casalinga per poter seguire i figli piccoli. Sono disponibili ad accettare qualsiasi lavoro anche fuori zona”.
La situazione del nucleo famigliare nel corso dell’estate era leggermente migliorata, perché la madre aveva trovato un posto come badante notturna. Purtroppo, però, “le promesse iniziali da chi ha offerto il lavoro non sono state mantenute, e all’inizio dell’autunno la signora ha smesso di lavorare e attualmente lavora solo un giorno a settimana, facendo assistenza fuori paese, ma si tratta di cifre insignificanti – spiega ancora Bellini -. L’unico mezzo di trasporto è fermo, perché non ci sono soldi per il bollo e l’assicurazione, inoltre non potrebbe comunque circolare perché è stato bloccato da Equitalia. Per il momento, grazie ad un intervento esterno è stato anche scongiurato il pericolo del distacco del riscaldamento, ma a breve il problema si ripresenterà”.
Sul bilancio familiare grava anche un mutuo che ha come unica garanzia la casa in cui vive la famiglia, “per cui c’è il rischio che possa essere venduto per sanare le varie morosità – evidenzia ancora l’associazione -. I pochi aiuti arrivano dalla San Vincenzo locale, dai servizi sociali del Comune di Pandino e dal Centro Diocesano di Crema, che intervengono compatibilmente con le risorse disponibili che ovviamente non consentono di sbloccare la situazione. La nostra Associazione ha già fatto avere alla famiglia un primo aiuto, acquistando soprattutto generi alimentari”.

L’associazione lancia quindi un appello dalle pagine del nostro sito: “Chiedo quindi il vostro aiuto per lanciare un appello a favore di queste persone. Forse fra coloro che vi seguono ci sarà qualcuno disposto ad offrire loro un lavoro, è l’unica cosa che chiedono. Ovviamente in questo momento hanno bisogno di tutto, nulla escluso”.
Eventuali contributi in denaro, deducibili ai fini fiscali, potranno essere versati sul conto di Banca Prossima intestato all’Associazione Nazionale Famiglie Numerose di Brescia, IBAN: IT51 U033 5901 6001 0000 0011 358 con la causale ‘Offerta liberale a favore della famiglia di Pandino’. “L’Associazione utilizzerà poi i fondi raccolti per pagare direttamente bollette, spese condominiali, cure mediche urgenti lungamente trascurate, ecc” conclude Bellini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • Barbara

    Ma prima di fare 6 figli?Pensarci un attimo?

  • Pi3R

    Sono d’accordo con Barbara, di questi tempi anche un figlio è un lusso, figuriamoci sei. Regaliamo una tv con abbonamento a Sky a questa coppia 🙂