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Terminal ferroviario al Porto, Albera: "Perri non perda i finanziamenti da Centropadane"

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Foto: Francesco Sessa

“Perri non perda i finanziamenti di Centropadane per il terminal ferroviario del porto”: questo l’appello che Giorgio Albera, presidente del  Cda del Porto-Polo Logistico di Cremona Srl, fa al sindaco di Cremona, Oreste Perri. Si tratta di 5 milioni di euro che dovevano arrivare come opere di compensazione per la realizzazione del Terzo ponte, e che ora sono rimesse in discussione a causa dello spostamento verso Brescia della società autostrade cremonese, che rischia la privatizzazione (vedi articolo). “Vorrei qui lanciare un appello al Sindaco Perri affinché individui la priorita’ di “salvare ” quell’impegno formale di un contributo di  5 milioni di euro, a questo punto quale compensazione  dovuta per le opere promesse e mai realizzate da A21 sul territorio cremonese, importo peraltro già contabilizzato dalla Provincia di Cremona per il  1° stralcio del Terminal ferroviario al Porto, grazie al progetto realizzato dai soci privati di Porto-Polo Logistico di Cremona Srl”.

La storia del terminal era partita nel 2011, quando la Regione aveva deliberato il finanziamento dell’opera. Un finanziamento che però era poi stato cancellato da Tremonti, nonostante le risorse fossero già state assegnate. La Provincia si era allora impegnata a trovare le risorse, e 5 milioni sarebbero appunto dovuti arrivare proprio da Centropadane. Ma ora tutto potrebbe essere rimesso in discussione “C’è il rischio concreto che Cremona venga tagliata fuori del tutto – continua Albera -. Non solo non verranno realizzate tutte le opere promesse, ma rischiamo che non venga accantonato nulla neppure per questo progetto.

Si tratta dei primi due binari destinati principalmente al Polo Siderurgico (Arvedi), che potrebbero così diventare operativi entro un anno valorizzando il raddoppio in costruzione del binario Cremona- Cava, che diversamente risulterebbe sottoutilizzato. Realisticamente i  30.000 carri ferroviari già movimentati da Sograf nel 2013 sul raccordo industriale Cavatigozzi-Porto potrebbero così superare la soglia dei 50.000, col risultato di spostare altre migliaia di tonnellate di merci dalla gomma al ferro, con beneficio dell’ambiente e della sicurezza stradale. Insomma, questo terminal risulterà fondamentale, una volta completato il raddoppio tra Cremona e Cavatigozzi”.

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