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S.Zeno, pozzi vietati Il presidente: 'Ma l'acqua è potabile'

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Il centro sportivo san Zeno non può ancora tornare ad utilizzare i pozzi interni per uso igienico sanitario e per il riempimento delle piscine. Resta infatti ancora valido il divieto scattato a luglio dell’anno scorso, a scopo precauzionale, a seguito del rinvenimento, in uno dei pozzi societari di tracce di composti clorurati fuori norma. Probabilmente provenienti dalle due aree a nord della tangenziale, Keropetrol e Wonder, dove sono tuttora in corso le indagine finalizzate all’analisi di rischio e quindi alla predisposizione dei necessari interventi, di contenimento o bonifica. L’aggiornamento sullo stato dell’arte sanitario è giunto dall’assessore Francesco Bordi  in risposta ad una interrogazione di Alessia Manfredini (Pd). Nell’area interna di Keropetrol l’8 marzo è partita la campagna conclusiva dell’anno di monitoraggio previsto per verificare l’efficacia del sistema di sicurezza attivato nel sito. Nelle  aree esterne, “oggetto di un’integrazione di indagini richieste dagli Enti, si è in attesa degli esiti delle verifiche analitiche eseguite in contraddittorio dall’Arpa per definire i successivi passaggi istruttori. Continua il monitoraggio delle acque e l’attività di messa in sicurezza di emergenza attraverso la barriera idraulica”.

Per la frequentatissima società sportiva dunque, ancora incertezza sulla qualità dell’acqua dei propri pozzi e la necessità di approvvigionarsi dall’acquedotto. Una situazione vissuta anni fa dalla canottieri Bissolati per l’inquinamento Tamoil. La consigliera Manfredini aveva chiesto nell’interrogazione anche una copia dei verbali delle conferenze di servizio svoltesi sul tema, materiale non fornito, ma a disposizione per la sola consultazione presso l’ufficio  Ecologia.

LA LETTERA DEL PRESIDENTE DEL CENTRO SPORTIVO SAN ZENO Egregio Direttore, spiace dover tornare su un argomento che, a nostro avviso, è sempre stato molto chiaro, ma che ancora una volta dobbiamo ribadire, anche per evitare inutili allarmismi che certe frasi possono ingenerare. Nelle acque di un pozzo del Centro Sportivo San Zeno sono state trovate tracce di un inquinante nell’estate del 2012, in quantità talmente piccola che le acque di quel pozzo sono state classificate potabili. Non esiste nessuna incertezza sulla qualità dell’acqua dei nostri pozzi, che a nostre spese, continuamente monitoriamo e controlliamo. Il responso analitico è sempre lo stesso, le acque sono potabili. Certamente questa situazione ci ha danneggiato e ci danneggia in quanto, solamente a scopo precauzionale, l’ASL e quindi il comune di Cremona nell’estate 2013 ci ha imposto l’utilizzo dell’acquedotto per riempire le piscine, azione che il Consiglio di Amministrazione, ben prima dell’imposizione, aveva attuato in quanto per noi la salute ed il benessere dei Soci, oltre che la loro tranquillità, vengono prima di ogni altra cosa.

Sperando di aver chiarito la questione in modo definitivo, si porgono distinti saluti

Il Presidente Roberto Ridolfi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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