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Aggredita dal pitbull, per l'anziana ecchimosi al braccio: ecco le foto

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Nella foto, da sinistra l’anziana aggredita (di spalle) e il suo avvocato Ugo Carminati, a destra la foto dei morsi

“Io i segni ce li ho e li porto per tutta la vita, in casa mia non posso prendere l’ascensore per paura del cane. Ho chiamato l’Aler e sono andata in Comune, ma mi hanno detto di fare uno scritto. Tutti, nel palazzo, hanno paura, quel cane non può stare lì”. E’ lo sfogo di Lina, 79 anni, residente in uno stabile dell’Aler in via Ghinaglia, azzannata al braccio il 3 settembre del 2010 dal pitbull del vicino di casa mentre lei usciva dall’ascensore. Ora l’uomo è a processo davanti al giudice di pace Daniela Badini con l’accusa di lesioni. Oggi in aula, nonostante lo sciopero degli avvocati, la signora Lina, ex dipendente della Sperlari, non ha voluto mancare. E’ arrivata in tribunale accompagnata da una vicina. Anche quest’ultima, due anni prima, ha avuto dei problemi con il cane del vicino. “Mi è saltato addosso e mi ha buttata a terra”.  “Anche se è al guinzaglio”, ha spiegato la stessa Lina, “non riescono a tenerlo. Sfugge al controllo”. Oggi l’udienza ha subito un rinvio a causa dello sciopero degli avvocati (all’astensione ha aderito il difensore dell’imputato), ma il prossimo 11 giugno l’avvocato Ugo Carminati si costituirà parte civile per la 79enne cremonese. “Stante l’immobilismo di Comune e Aler”, ha spiegato il legale, “provvederemo a scrivere formalmente ad entrambi affinchè il cane sia allontanato”. “Qui non si tratta di un problema di danno economico”, ha continuato Carminati, “ma è la paura del vivere quotidiano. La mia assistita sostiene che tutti nel palazzo, abitato per la maggior parte da persone anziane, hanno paura di quel cane di grossa taglia, più volte lasciato incustodito e con l’abitudine a scappare dai proprietari che non sono in grado di gestirlo”. Nella prossima udienza, l’avvocato produrrà anche le fotografie scattate dopo l’aggressione.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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