Un commento

L'emergenza ambientale per Flora e Bissolati continua

Lettera scritta da Sergio Ravelli

I toni usati usati dall’assessore all’ambiente Francesco Bordi nel corso dell’Osservatorio Tamoil, tenutosi mercoledi scorso, ci sono apparsi connotati da un trionfalismo fuori luogo. “Le falde sono completamente risanate”, “è sparito l’inquinamento primario”, “l’acqua è adesso pulita”.
Insomma, Bordi canta Battisti: “acqua azzurra, acqua chiara”. Peccato che la voce risulta alquanto stonata.
In realtà il quadro delle criticità che ancora gravano sulla vicenda tamoil, emerse nel corso della commissione comunale di vigilanza, sono ancora tante e investono non solo l’aspetto ambientale ma anche quello occupazionale e industriale. Per restare a quello ambientale, l’assessore Bordi ha confermato che, sulla base dell’accordo raggiunto in conferenza dei servizi presso il ministero il 7.11.2013, la Tamoil dovrà effettuare soltanto la messa in sicurezza operativa del proprio sito e non è tenuta, al momento, ad eseguire alcuna bonifica. Certo la barriera idraulica sta lavorando bene e gli interventi di ripristino ambientale stanno dando buoni risultati (ci mancherebbe che non fosse così dopo quasi 7 anni dalla messa in funzione) ma permangono alcuni problematiche irrisolte: la sacca di metano sotto il suolo della canottieri Bissolati, con ogni probabilità attribuibile al processo di decomposizione degli idrocarburi o dalla rottura di una vecchia tubatura Tamoil, e dagli alti livelli d’inquinamento tuttora riscontrati nel sottosuolo della canottieri Flora. Tanto per “tranquillizzare” le migliaia di soci, Bordi ha attribuito la responsabilità di questo inquinamento ad una discarica presente in zona prima della sua trasformazione in parcheggio, precisando che in base agli accordi sottoscritti la Tamoil, per tale inquinamento, non opererà alcun rispristino ambientale che sarà esclusivamente a carico della canottieri Flora. La conclusione che si può trarre è quindi una sola: l’emergenza ambientale per le canottieri Bissolati e Flora non è ancora finita.
Una nostra valutazione complessiva dell’intera vicenda verrà effettuata il 2 aprile prossimo, in occasione della manifestazione promossa a Cremona dal Partito Radicale transnazionale, a 3 anni dalla sottoscrizione dell’accordo tra tamoil/enti locali/sindacati, in molte parti ancora completamente disatteso, e a 7 anni dall’attivazione della barriera idraulica, avvenuta colpevolmente solo dopo 6 anni dall’autodenuncia Tamoil.

S. Ravelli
Radicali

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Commenti
  • pinco pallino

    BRAVO S.RAVELLI……MENO MALE CHE CI SEI………..PER CONOSCERE………!!!