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Flash mob contro il gioco d'azzardo Don Colmegna: 'Mercato criminale'

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foto Francesco Sessa

E’ approdato anche a Cremona l’evento itinerante contro la dipendenza da gioco d’azzardo organizzato da una serie di associazioni capitanate dalle Acli. Lo “slot mob” che a Cremona ha visto in prima fila le cooperative del consorzio Sol.Co in collaborazione con Comune,  Confcooperative e Forum del Terzo Settore ha preso il via alle 11 in cortile Federico II: una mattinata di sensibilizzazione contro il gioco d’azzardo (“due termini tra loro inconciliabili”, ha detto  il consigliere regionale Carlo Malvezzi), con palloncini colorati che alla fine sono stati portati alla tabaccheria di Roberto Montano di via Guarneri del Gesù, che di recente ha scelto di dismettere le slot machine che aveva installato. “Ho visto che la gente si rovinava”, ha spiegato “ed era in contrasto con il mio senso di moralità”. Citati da Giusy Biaggi, responsabile del cooperativa Nazareth, anche altri bar anti-slot: i Portici di palazzo comunale, il caffè Stradivari di piazza Roma e il Chocolat. “Ci rendiamo conto di fare pubblicità – ha detto – ma dobbiamo comprendere che certi fenomeni  dipendono in gran parte  dalle nostre abitudini di consumo”.

In cortile Federico II molti utenti delle cooperative sociali del consorzio e gli studenti del liceo classico Vida, oltre ai referenti di Libera, che sta portando avanti una serie di iniziative nelle scuole (8 aprile prossimo spettacolo al Monteverdi per gli studenti che vi hanno partecipato). Tra i politici: Gianluca Galimberti, il già citato Malvezzi, l’assessore alle politiche sociali Luigi Amore che ha posto il problema del gioco on-line, ancora più subdolo delle macchinette. Roberto Poli in qualità di psichiatra ha evidenziato gli aspetti clinici e le difficoltà di cura delle patologie legate al gioco d’azzardo e la responsabile del Sert Anna Maria Camisani ha informato sulle iniziative di prevenzione e recupero dell’Asl.

Molto forte l’intervento di don Virginio Colmegna (Casa della Carità di Milano): “Lo dico ai giovani: dovete alzare il tiro. Questa è una grande campagna simbolica, dobbiamo ripulire il gioco dalle contraddizioni in cui è caduto. La prevenzione è importantissima, stiamo lavorando con i sindaci e la nostra campagna “Mettiamoci  in gioco”, che coinvolge trenta realtà associative nazionali, intende salvare il gioco come dimensione umana. Ma è altrettanto importante combattere con le leggi la diffusione del fenomeno. L’azzardo è la  terza industria italiana, alimenta il mercato criminale perche è una via per il riciclaggio del denaro”. Una campagna, quindi, che non si limita a raccomandare di “fare i bravi ragazzi”, ma di contrastare anche con un progetto legge  il fenomeno per via giuridica e domenica saranno presentate le 60mila firme a sostegno di un disegno di legge restrittivo.

Lo Slot Mob era partito da Biella il 27 settembre e il 28 settembre da Milano e prosegue in questi mesi in diverse città d’Italia. E’ un modo per “premiare” le virtù civile, e soprattutto per fare cultura e opinione. Un’ iniziativa nata dall’aggregazione informale di importanti soggetti del Terzo Settore che pongono in primo piano il dilagante fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardo, diventato ormai un serio problema sociale a causa della diffusa presenza delle slot machines. Il movimento anti-slot intende agire su più fronti: richiedere una legge che limiti e regolamenti seriamente il gioco d’azzardo nell’interesse non delle lobby ma dei cittadini, soprattutto i più vulnerabili; non aspettare  i tempi, a volte troppo lunghi della politica, ma agire sul campo con manifestazioni tipo quella di questa mattina a Cremona; curare il cattivo gioco con il buon gioco, che è sempre un bene relazionale, organizzando, in concomitanza dello slot mob, un torneo di calcio balilla.

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