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Non gli concedono trasferimento: cieco fa causa a Direzione regionale del lavoro

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Dal 2008 lavora a Cremona (presso la Direzione provinciale del lavoro) come centralinista e ogni giorno deve percorrere 250 chilometri tra andata e ritorno, partendo da Vigevano, sua città di residenza. E da un anno aspetta inutilmente il trasferimento a Pavia per essere più vicino a casa. E’ la storia di Stefano, un ragazzo non vedente di 30 anni che, con il supporto dell’Unione italiana ciechi, ha denunciato la sua situazione e chiede l’intervento del giudice.

La storia di Stefano è triste: ha perso la vista all’età di 18 anni e nel 2006 si è iscritto a un corso da centralinista per non vedenti con la speranza di trovare un nuovo lavoro, avendo perso il suo a causa della malattia. Si è iscritto prima al centro per l’occupazione di Pavia, senza risultati, poi a quello di Cremona. Nel novembre 2008 è arrivata finalmente l’offerta di impiego a tempo indeterminato, come centralinista, proprio dalla Direzione provinciale del lavoro di Cremona. Un’offerta che il giovane ha accettato con entusiasmo, nonostante la lunga distanza da percorrere quotidianamente. Poi, nell’agosto del 2013, il giovane ha domandato al Ministero del lavoro (ente di cui è dipendente) istanza di trasferimento presso la direzione provinciale del Lavoro di Pavia in quanto gli risultava fosse disponibile un impiego con mansioni da centralinista. Tuttavia nessuno ha risposto alla sua domanda finchè non è arrivata una missiva della Direzione regionale del lavoro di Milano, che ha detto “no” alla sua richiesta.

“Un rifiuto con motivazioni discutibili – fa sapere l’Uici (Unione italiana ciechi e ipovedenti) che si è interessata al caso del giovane. La battaglia è passata presto alle vie legali. “Un distacco provocherebbe disfunzioni e disagi all’ufficio di Cremona” ha scritto il dirigente di Milano nel rigettare la sua istanza. Non solo: “L’impianto telefonico in dotazione alla direzione del lavoro di Pavia non è idoneo all’utilizzo da parte di un operatore non vedente”. Ma il giovane non ci è stato e ha presentato ricorso al Giudice del Lavoro contro il ministero e la direzione regionale. «Motivazioni inaccettabili – spiega Nicola Stilla, presidente regionale Uici –. Vogliamo dare battaglia per il rispetto di un diritto perché noi ravvisiamo una grave discriminazione. La legge prevede che le persone con disabilità assoluta abbiano un diritto incondizionato a essere trasferite se lo richiedono. Inoltre quando il nostro socio si è assentato per un anno dal lavoro per cause indipendenti dalla sua volontà (per errore gli era stata revocata l’invalidità, poi riassegnata) non ha creato alcun disagio all’ufficio. Per quanto riguarda la Dpl di Pavia invece può adeguare il centralino con oneri a carico della Regione, anche in deroga alle normative che limitano la spesa per il personale. I datori di lavoro pubblici sono tenuti ad assumere, per ogni ufficio dotato di centralino telefonico, un privo della vista». E aggiunge: «Un altro non vedente ha fatto domanda di assunzione per lo stesso posto da centralinista alla sede di Pavia. Ed è stata inoltrata al ministero. Significa che il posto esiste».
Al giudice del Lavoro l’Uici chiede di disporre il trasferimento da Cremona a Pavia di Stefano. «Ci fa riflettere che proprio l’ente preposto a vigilare sul rispetto delle normative in materia di lavoro diventi di fatto inadempiente – dice ancora Stilla – . Comprendiamo che ci sia un grossa difficoltà da parte di enti pubblici e aziende in questo momento ma non deve penalizzare le persone con invalidità».

l.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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