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Il Comune anticipa Renzi 88 euro in più in busta paga ad aprile a 624 dipendenti

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Renzi intende blandire gli italiani con 80 euro in più in busta paga a maggio? Il Comune di Cremona lo anticipa, mettendoci qualcosa in più: 88,14 euro, già con l’assegno di aprile. E’ un anticipo del compenso incentivante 2014, che il Settore personale ha deciso di attribuire quest’anno, in attesa dell’esito delle valutazioni che verranno fatte nel corso dell’anno. Il saldo verrà liquidato nei primi mesi del 2015, quando per l’appunto il  processo valutativo da parte dei dirigenti sarà terminato. Gli 88 euro vengono attribuiti ai 624 dipendenti a tempo indeterminato in servizio presso il Comune, una prima rata uguale per tutti. Tra i requisiti per accedere all’incentivo, previsto dall’accordo decentrato, una presenza minima in servizio di 12 giorni al mese per 6 mesi. La spesa complessiva per il Comune è di 55mila euro. Negli anni precedenti, affermano i sindacati, mai era stata soddisfatta la richiesta di un anticipo degli incentivi in corso d’anno.

Intanto, dopo un periodo di tranquillità relativa, torna un nuovo casus belli tra amministrazione comunale e rappresentanza sindacale (rsu). Da alcuni giorni sulla rete intranet è pubblicata una presa di posizione di Giorgio Salami, coordinatore della Rsu, contro i criteri di distribuzione dei premi incentivanti relativi al 2013. Del tutto inapplicata, afferma Salami, la richiesta di sempre del sindacato, ossia l’utilizzo di un metodo standard ‘asettico’, basato sui data base informatici,  per valutare le performance dei dipendenti, “in modo da riconoscere chi è davvero meritevole e chi no”. E invece, “vedere la distribuzione del compenso incentivante 2013 e metterla in relazione col pensiero sopra citato è stato un tutt’uno”, scrive Salami in riferimento alla possibilità che laddove i processi valutativi non sono chiarissimi, possa annidarsi la corruzione.

“Credo sia ormai inaccettabile – continua il post – che la dirigenza di questo Comune si comporti in questo modo. Come avevamo già affermato qualche anno fa fin dai primi confronti con questa Amministrazione, non si stava andando nella giusta direzione, ed è ormai palese che non si premiano merito, capacità e impegno: il personale riceve riconoscimenti derivanti da altri parametri, di certo assolutamente diversi da quelli che, in trattativa, le Rsu hanno sempre richiesto. Questo, oltre a non essere più tollerabile, è un grave danno anche alla città”.

Le illazioni contenute nel comunicato hanno fatto rispondere in maniera piccata la dirigenza del Comune: “La delegazione trattante di parte pubblica – si legge nella risposta – composta dal Direttore Generale (Presidente) dal Direttore del Personale e dal Ragioniere Capo, stupita dai contenuti dell’articolo pubblicato sulla bacheca RSU dal Coordinatore Giorgio Salami, ritiene che quanto dichiarato sia offensivo non solo nei confronti dei dirigenti titolari dei processi di valutazione ma anche nei confronti dei dipendenti. (…) Il percorso di valutazione è senza dubbio complesso e non privo di criticità ma l’impegno è sempre stato quello di coinvolgere la delegazione sindacale accettando indicazioni e suggerimenti utili anche alla costruzione dello strumento valutativo rappresentato dalla scheda. Tanto è vero che il metodo di valutazione utilizzato per l’anno 2013 è quello sottoscritto con i sindacati territoriali e la RSU in un accordo decentrato integrativo che ha visto il contributo delle due delegazioni trattanti. (…)
Ciò che si legge nell’articolo è una denuncia denigratoria ed accusatoria generalista e non circostanziata. Si invita, pertanto, il coordinatore RSU ad una più prudente relazione con tutti i soggetti che quotidianamente con serietà ed impegno svolgono il proprio lavoro, e di rivolgere le eventuali accuse non sulla generalità delle persone ma esplicitando fatti e persone che eventualmente calpestano il «terreno della corruzione«”.

In vista un’indagine interna: “Sentito al riguardo anche il Segretario Generale, in qualità di Responsabile della prevenzione della corruzione, il medesimo ha preannunciato una iniziativa volta a fare chiarezza; dopo di che l’Amministrazione si riserva di valutare la sussistenza di elementi che possono configurare la fattispecie di danno all’immagine dell’Ente”.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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