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Polo della sicurezza alla Manfredini, risparmi per 2 milioni: ecco come

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Se la caserma Manfredini di via Bissolati ha chiuso i battenti per esigenze di razionalizzazione, di risparmio, nell’esercito, il passo successivo più logico, nell’ottica di un’ottimizzazione delle risorse, sarebbe riaprirla al più presto come polo della sicurezza, in cui trasferire forze dell’ordine oggi dislocate in varie parti della città di Cremona: poliziotti della questura, carabinieri e guardia di finanza. Con un piano del genere i risparmi per i contribuenti risulterebbero notevoli e contemporaneamente si arriverebbe anche a un miglioramento della “gestione” della sicurezza sul territorio. Sul fronte dei costi, si possono ipotizzare – al netto dei costi iniziali per adeguamenti e trasferimenti – quasi due milioni di euro in meno ogni anno rispetto a quanto è necessario con lo schema attuale.

Il primo punto nell’elenco del risparmio è quello degli affitti oggi pagati per le strutture delle forze dell’ordine: in questo senso un trasferimento nella ex caserma Manfredini (proprietà demaniale, dello Stato, abbandonata da due anni e mezzo dopo l’addio dell’esercito) potrebbe permettere di evitare, complessivamente, un esborso di circa un milione di euro. Anche le bollette potrebbero scendere. Inoltre molte le novità, all’apparenza piccole, che messe insieme porterebbero a un notevole risparmio. Un domani, con il polo della sicurezza, si potrebbe ad esempio avere un solo autolavaggio per le tre forze. Uno solo potrebbe essere il piantone all’ingresso del polo della sicurezza. Una sola potrebbe essere la mensa per il personale in divisa. Miglioramenti potrebbero arrivare, ad esempio, anche dalla gestione degli alloggi. E la Procura sarebbe solo a poche decine di metri di distanza. Uno dei passi più importanti sarebbe la costituzione di una centrale operativa unificata, o almeno in grado di rendere ancora più immediata la collaborazione tra le forze dell’ordine. Risparmi di denaro, ma anche di personale: la riorganizzazione all’interno del Polo della sicurezza potrebbe favorire uno snellimento del “lavoro da scrivania” e, conseguentemente, un aumento degli uomini a disposizione per pattugliamenti sul territorio.

La questione del futuro della Manfredini appare oggi ancora bloccata. Qualche passo è stato mosso. Una proposta del Comune al Demanio per arrivare a un progetto di cittadella della sicurezza nella Manfredini risale all’anno scorso. Molte cose a Roma sono però cambiate nel frattempo e non è ancora chiaro quale sarà il futuro di immobili come quello di via Bissolati. La questione Manfredini potrebbe comunque diventare uno degli obiettivi della prossima Giunta comunale. Di poli della sicurezza si parla ormai in tutta Italia. A Pistoia previsto un nuovo polo con questura, prefettura e polizia stradale. Un grande piano per il recupero dell’ex area Campo di Marte di Lucca contiene anche un polo della sicurezza con carabinieri, questura, polizia provinciale, polizia stradale, polizia locale e polizia postale. A San Giorgio a Cremano (50mila abitanti, provincia di Napoli) prevista una cittadella della sicurezza con polizia di Stato e polizia locale in un’unico immobile. Tutti progetti, questi, burocraticamente già avviati, con mappe e primi studi già effettuati. A questi si affiancano progetti simili lanciati (ma ancora in fase embrionale) in varie zone d’Italia. Anche Cremona potrebbe seguire questa strada.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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