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Il messaggio pasquale del vescovo: 'Lasciatevi riconciliare con Dio'

vescovo

«Vi supplico in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio». L’invito appassionato di san Paolo ai cristiani di Corinto ci ha accompagnato per tutta la Quaresima e ora, al limitare della Pasqua, si fa ancora più pressante. È un grido che la Chiesa continua a far risuonare nella certezza che più l’uomo si allontana dal suo Creatore e più diventa estraneo a se stesso e agli altri.

Lasciamoci riconciliare con Dio, anzitutto noi persone di Chiesa, non sempre trasparenti nella nostra testimonianza di fede: per la superficialità della nostra adesione a Gesù e al Vangelo; per l’attaccamento a formalismi che impediscono di abbracciare quanti, sinceramente, vogliono sperimentare la misericordia del Padre; per gli scandali che provocano sfiducia e smarrimento.

Lasciatevi riconciliare con Dio, voi che fate del lavoro e dei soldi l’unico ideale di vita; che affamate i fratelli con miseri stipendi; che vi arricchite con il gioco d’azzardo incuranti del destino di tanti infelici;  che evadete le tasse sottraendo risorse importanti alla comunità; che inquinate l’ambiente distruggendo un patrimonio naturale affidatoci come un bene da riconsegnare integro alle nuove generazioni; che auspicate la chiusura delle frontiere per evitare che persone senza l’essenziale condividano il nostro superfluo; che guardate con disprezzo chi ha vissuto la dura esperienza del carcere.

Lasciatevi riconciliare con Dio, voi uomini che usate la violenza per imporre la vostra volontà e il vostro capriccio a chi è più debole; che deturpate la bellezza dell’amore calpestando la fedeltà al patto coniugale o strumentalizzando il partner come merce d’acquisto; che presumete di poter ignorare l’oggettivo fondamento della differenza sessuale inscritta dal Creatore nella natura dell’uomo.

Lasciatevi riconciliare con Dio, voi che ritenete il figlio un diritto da perseguire ad ogni costo o un fardello da eliminare al più presto; che buttate all’aria una storia d’amore per l’insano piacere del vostro egoismo.

Lasciatevi riconciliare con Dio, ragazze e ragazzi, giovani speranze di questa nostra società in disperata ricerca di speranza, che nel pieno della vostra età vi illudete di poter bastare a voi stessi e di trovare solo in voi tutte le risposte alle vostre domande importanti: Dio ha sete del vostro cuore!

Lasciamoci riconciliare con Dio, chiamando chiaramente per nome il nostro peccato, allontanando da noi ogni genere di malvagità ed egoismo, riconoscendo di non poter vivere lontano da un Dio che ci offre il suo perdono non dall’alto di un trono di gloria, ma da un legno intriso di lacrime e di sangue. Solo così il masso della tomba potrà essere ribaltato e noi potremo godere della luce del Risorto. Anche in vista di un mondo migliore. Perché «la risurrezione [di Gesù] non è una cosa del passato; contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo… Ci saranno molte cose brutte, tuttavia… ogni giorno nel mondo rinasce la bellezza, che risuscita trasformata attraverso i drammi della storia… La risurrezione di Cristo produce in ogni luogo germi di questo mondo nuovo; e anche se vengono tagliati, ritornano a spuntare, perché la risurrezione del Signore ha già penetrato la trama nascosta di questa storia, perché Gesù non è risuscitato invano» (cfr. Evangelii Gaudium, n. 276-278).

Con papa Francesco vi auguro che nessuno di voi rimanga ai margini di questo cammino della speranza.

Dante Lafranconi, vescovo di Cremona

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