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'Macché infarto, sto bene' Cliente smentisce il suo legale in aula

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Avrebbe dovuto costituirsi parte civile e testimoniare in un processo per minacce aggravate e ingiurie nei confronti di un gioielliere cremonese, ma il suo legale, l’avvocato Simona Bracchi, ha chiesto ed ottenuto dal giudice Cristina Pavarani un rinvio dell’udienza in quanto il suo cliente, un elettricista che cinque anni fa aveva denunciato il gioielliere Ermanno Pellegrini, aveva avuto un infarto, era in riabilitazione e non era in grado di parlare. Ma in realtà il cliente ‘infartuato’ sta bene e non ha problemi di parola. A smentire l’avvocato Bracchi è stato proprio l’elettricista, che questa mattina si è presentato in aula lasciando a bocca aperta sia il giudice che il pm onorario Barbara Tagliafierro. Ma ormai il processo era stato rinviato e l’avvocato aveva già lasciato il palazzo di giustizia. L’udienza era fissata per le 10,30, ma un’ora e mezzo prima il legale aveva chiesto la cortesia ai colleghi di passare davanti, spiegando al pm che pendevano accordi per una remissione di querela. Era d’accordo anche l’avvocato dell’imputato. A quel punto il pm ha detto che non si sarebbe opposta al rinvio, ma che bisognava attendere le 10,30, orario in cui era fissato il processo, in quanto la parte offesa avrebbe potuto presentarsi. Ma davanti al giudice la Bracchi ha escluso questa possibilità, sostenendo di aver parlato due giorni prima con il medico che le aveva assicurato che il malato non avrebbe potuto parlare. Alle 10,20, invece, l’elettricista è apparso in aula con la moglie, lasciando basite giudice e pm. Con il suo legale, l’uomo si era incontrato la settimana scorsa ed era rimasto d’accordo che si sarebbero visti alle 10 di questa mattina in tribunale. Ma già alle 9 l’avvocato aveva ottenuto il rinvio, motivato dalle condizioni di salute del suo assistito, che ha sì avuto un infarto, ma nel dicembre scorso. Il legale contava sul fatto che il suo assistito non si sarebbe presentato: in mattinata, infatti, lo aveva contattato avvisandolo di non passare, perché la procura non aveva citato un maresciallo e il processo era già stato rinviato. Lui e la moglie, però, erano nelle vicinanze del tribunale e hanno deciso di salire comunque nell’aula penale. Quando l’uomo si è accorto dello stupore del giudice e del pm, ha telefonato al suo legale, ma lei ha riattaccato. Alla fine l’elettricista e la moglie sono stati convocati nella camera di consiglio dal giudice e dal pm, e dopo un breve consulto si è deciso di mantenere il rinvio al 25 settembre già fissato in precedenza con l’avvocato Bracchi. Ma già oggi, visti i presupposti, marito e moglie erano già in cerca di un altro avvocato. Stamattina il fatto era sulla bocca di tutti. Per quanto riguarda il processo, il gioielliere Ermanno Pellegrini deve rispondere di minacce aggravate e  ingiurie per avergli puntato una pistola carica all’elettricista, presentatosi nel suo negozio l’11 agosto del 2009 vantando un credito per un lavoro fatto nella casa di Pellegrini.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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