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Polizze "tarocco" Chiesto il rinvio a giudizio per quattro

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Nelle foto, Aruta,  Muto e Salvatore

Avevano causato ingenti danni alle compagnie di assicurazioni, al Sistema sanitario nazionale e al Fondo per le vittime degli incidenti stradali a cui era destinata parte del pagamento dei premi. Con l’accusa di associazione per delinquere e truffa ai danni dello Stato, la procura di Cremona ha chiesto il rinvio a giudizio per Giuseppe Aruta, 30 anni, nato a Nola, residente a Torricella del Pizzo, Massimiliano Muto, 43 anni, residente a Napoli, Patrizio Salvatore, 30 anni, nato a Foggia, residente a Colorno, ed Eugenio Guaglione, 41 anni, residente a Napoli. Per l’accusa, avevano stipulavano polizze assicurative per veicoli in agenzie in provincia di Cremona con documentazione falsa per poi “girarle” a ditte e persone residenti in Campania. In questo modo pagavano premi ben inferiori rispetto a quelli previsti se li avessero pagati nella regione in cui risiedevano gli assicurati (considerata l’alta sinistrosità della Campania i premi raggiungevano cifre tre volte maggiori).
Quasi 300 le polizze “taroccate”, apparentemente destinate ad autocarri adibiti al trasporto merci, e in particolare a marmo in blocchi, che, in questo modo, ottenevano anche sconti riservati a queste categorie di merci. Ottenute le polizze, provvedevano a destinarle ai reali proprietari dei veicoli tutti residenti nelle province di Napoli e Caserta. Le indagini erano cominciate nell’ottobre del 2012. L’indagine era stata portata avanti dagli agenti della stradale di Cremona. I quattro si presentavano presso le varie agenzie assicurative di Cremona e provincia dove, qualificandosi talvolta come collaboratori e altre volte come legali rappresentanti della società “Consorzio Logistica e Trasporto Srl” di Solarolo Rainerio e altre società con nomi simili, risultate fittizie. 278 le polizze assicurative sottoscritte per autocarri ed autovetture mediante la presentazione di false attestazioni di passaggi di proprietà e di copie di libretti di circolazione contraffatti. Nella sua ordinanza, il gip Guido Salvini scriveva che “le modalità con cui l’attività di frode è stata dispiegata non solo a Cremona, ma in più province dell’Emilia, denota schemi operativi assimilabili a quelli della criminalità organizzata”.

Per i quattro coinvolti, l’udienza preliminare è fissata a giugno.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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