Commenta

Procura: in arrivo due nuovi sostituti, ma resta il problema spazi

di-martino-evi

Nella foto, il procuratore Roberto di Martino

Procura di Cremona ancora alle prese con problemi di organico e di spazi: in futuro, però, almeno per quanto riguarda l’organico, la situazione dovrebbe migliorare: a Cremona, infatti, tra sette, massimo otto mesi, arriveranno due nuovi sostituti procuratori che andranno ad aggiungersi ai colleghi Francesco Messina, Fabio Saponara, Daniela Borgonovo e Laura Patelli. Quattro, più il procuratore capo Roberto di Martino. Con l’arrivo dei due nuovi pm si arriverebbe a quota sei, escluso il procuratore. Una situazione ottimale a livello di numeri, ma non, secondo di Martino, a livello di spazi, vista la riduzione creata dall’accorpamento con Crema. “Non sapremo dove mettere i nuovi sostituti”, ha detto il procuratore. “Per ora non ci sono spazi. Spero che il Comune abbia al più presto disponibilità di nuovi locali”. “La cittadella di Cremona”, ha aggiunto di Martino, “è un edificio storico, e come tale non è adatto ad ospitare più di un certo numero di persone. In questo senso il Ministero avrebbe dovuto organizzarsi prima e risolvere la questione. Quindi ora è ovvio che il Comune sia in difficoltà”. Per il resto i problemi di organico sono noti: “Non abbiamo assistenti”, ha ricordato il procuratore, “abbiamo tre funzionari su sei, di cui uno in maternità, ci sono due autisti su cinque, di cui uno prossimo alla pensione”. C’è però una novità che si spera possa permettere in un prossimo futuro di sveltire le pratiche e il lavoro della procura: “La collega Borgonovo”, ha spiegato di Martino, “si sta adoperando affinchè l’ufficio si possa dedicare ai reati più semplici che abbiano un protocollo costante di intervento. Questo permetterebbe di agevolare la definizione dei processi meno complicati e consentirebbe ai magistrati di dedicarsi ai procedimenti più complessi“.  “Si tratta”, ha continuato il procuratore, “di una caratteristica degli uffici più grandi. I reati più semplici hanno un impulso automatico e in questo modo ci sarebbe un maggiore coinvolgimento della polizia giudiziaria che potrebbe procedere autonomamente, ovviamente sempre sotto la sorveglianza e il controllo del magistrato”. Per ora è una pratica sperimentale che però, come ha sottolineato lo stesso procuratore, avrebbe bisogno anche del supporto del personale amministrativo.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti