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Centauro morto nell'incidente Automobilista assolta Non era lei alla guida

Tribunale-cr

Assolta “per non aver commesso il fatto”. Una sentenza, quella del giudice Pierpaolo Beluzzi, che ha scagionato completamente Maria, una 63enne di Izano finita a processo per omicidio colposo per la morte del centauro Massimo Brunetti, 32 anni, operaio di Crema, vittima di un incidente stradale accaduto a Crema il 28 luglio del 2008. Non è stata la Panda dell’imputata a causare l’incidente, ma un’altra auto, seppur dello stesso modello. E’ la tesi che ha sostenuto l’avvocato difensore Marco Severgnini dopo aver sentito testi e consulenti nel dibattimento. Un equivoco, dunque, che ha portato l’automobilista sbagliata sul banco degli imputati.  “Nessuno”, ha detto il legale della difesa nella sua arringa, “ha identificato la Fiat Panda, nessuno è stato in grado di identificare chi era alla guida. L’auto descritta dai testimoni era una Panda vecchio modello di colore beige, e non nuova e di colore grigio come è quella della mia cliente”. Quel pomeriggio attorno alle 18 la cremasca era al volante della sua auto. Stava percorrendo via Stazione quando, arrivata in prossimità di un centro medico, aveva svoltato a sinistra per raggiungere il parcheggio del centro commerciale Ld. Per l’accusa, nel compiere la manovra di svolta a sinistra, non aveva dato la precedenza alla Honda della vittima, che stava sopraggiungendo da via Stazione con direzione opposta. Nel disperato tentativo di evitare l’impatto, Brunetti aveva girato a sinistra, effettuando una brusca manovra di frenata. A quel punto era caduto ed era stato investito da una Fiat Punto che seguiva la Fiat Panda dell’imputata, che nel frattempo, dopo aver svoltato, si era immessa nel parcheggio. In conseguenza della caduta e dell’urto con l’auto, il centauro aveva riportato ferite gravissime. Era morto poco dopo in ospedale. Aveva appena finito il suo turno di lavoro alla Agardi di Ombrianello, ditta che lavora i metalli. Stava tornando a casa. Nel processo è stato accertato che l’imputata era sì presente in zona al momento dell’incidente, ma l’auto non era la sua. Per Maria, il pm onorario Paolo Tacchinari aveva chiesto un anno di reclusione. Nel procedimento penale i familiari di Brunetti non si sono costituiti parte civile. Hanno invece promosso una causa civile che è ancora in corso.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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