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A tre studenti le borse di studio della Camera Penale di Cremona e Crema

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Nella foto, da sinistra, il preside del Racchetti, il direttore del Banco Popolare di Crema, i tre ragazzi che hanno ricevuto la borsa di studio, il presidente della Camera Penale di Cremona e Crema, la presidente del tribunale, il segretario dell’Ordine degli avvocati di Crema, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Cremona e la dirigente del tribunale

Sono state consegnate questa mattina nell’aula polifunzionale del tribunale di Cremona a tre studenti cremaschi le borse di studio per l’anno scolastico 2013/14 assegnate annualmente dalla Camera penale di Cremona e Crema ‘Sandro Bocchi’. Tema: “Il ruolo e la funzione dell’avvocato oggi”. A ricevere la borsa di studio sono stati Lucia Sala, della classe V B del liceo psicopedagogico Racchetti di Crema, Davide Morandi e Giorgia Zaninelli, rispettivamente delle classi IV B e IV C dell’istituto tecnico Pacioli nel corso in relazioni internazionali per marketing. Le borse di studio erano intitolate alla memoria degli avvocati cremaschi Sergio Franceschini, Renato Dossena, Aldo Pizzoccaro, Franco Borsieri e dell’avvocato di Cremona Sandro Bocchi. A partecipare alla cerimonia, introdotta da Luca Genesi e Maria Luisa Crotti, rispettivamente presidente e vice della Camera Penale di Cremona e Crema “Sandro Bocchi”, la presidente del tribunale Ines Marini, la dirigente Laura Poli, la presidente dell’Ordine degli avvocati di Cremona Anna Salvalaggio, il segretario dell’Ordine di Crema Franco Tagliaferri, il preside del liceo Racchetti Celestino Cremonesi e il direttore del Banco Popolare di Crema Luigi Gruppi.

Due borse di studio sono state finanziate dalla Camera penale, una dalla Fondazione Popolare Crema per il territorio, ‘sponsor’ insieme al Banco Popolare che ha aperto un conto corrente per gli studenti.

Una cerimonia, quella di oggi, che la presidente del tribunale Marini spera possa diventare una consuetudine per Cremona. “Quella dell’avvocato”, ha detto, nel corso del suo intervento, “è una professione molto difficile, ma è quella che più di ogni altra riesce a realizzare ideali di uguaglianza e di tutela dei più deboli. Una professione da scegliere. La ricetta è possedere le qualità che avevano gli avvocati a cui sono ispirate le borse di studio: etica, preparazione, rigore, impegno, serietà e coraggio”. E poi un augurio: “siate nella vostra vita professionale come il professionista che voi vorreste incontrare se foste dall’altra parte della barricata, in questo caso della scrivania”.

Come ha ricordato la vicepresidente Crotti, la cerimonia si è svolta alla vigilia della scadenza dell’anno di tempo che la Corte europea dei diritti umani ha assegnato all’Italia con la sentenza pilota Torreggiani, scaturita dall’esposto avanzato dallo stesso Torreggiani e poi da altri 4mila detenuti contro l’affollamento tale nelle carceri da determinare un trattamento disumano.

La cerimonia si è chiusa con la proiezione di un video choc girato in Turchia nel giugno dello scorso anno, quando l’Ordine degli avvocati di Istanbul aveva denunciato gli abusi di potere delle forze dell’ordine in Turchia.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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