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Elezioni comunali, il voto di lista premia i candidati più che i partiti L'8 giugno ballottaggio Galimberti-Perri

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Sopra, una donna al voto a Cremona (foto Sessa)

E’ il momento delle analisi del voto dopo la domenica elettorale e il lunedì di conteggi che hanno sancito l’elezione al Parlamento europeo dei cremonesi Sergio Cofferati (Pd) e Massimiliano Salini (Ncd) e il ballottaggio per il ruolo di sindaco di Cremona (il prossimo 8 giugno) tra il candidato del centrosinistra Gianluca Galimberti (arrivato al 45,81%) e il candidato del centrodestra Oreste Perri (che si è fermato al 33,32%).

Il Pd alle Europee ha ottenuto in città il sorprendente risultato del 43%, ma alle Comunali, a Cremona, non è andato oltre il 29,44%, due punti percentuali in meno rispetto a quanto totalizzato nel 2009, al primo turno (31,9%, candidato sindaco Giancarlo Corada). Per contro, nella stessa coalizione che sostiene Galimberti, balza all’occhio l’exploit della sua lista, Fare Nuova la città, composta da tutti neofiti della politica tradizionalmente intesa e popolata da persone che hanno conosciuto e lavorato con Galimberti nei quattro anni di laboratori di Partecipolis, e in altri contesti. Fare Nuova la città, ha raggranellato in questo modo  il 12%, 4469 voti, ed è lo stesso Galimberti a spiegare la cosa: “Noto che tutti i candidati della nostra lista hanno portato un gran numero di voti, questo significa che da parte loro è stato fatto un grande lavoro di diffusione e condivisione delle nostre proposte e che sono stati capaci di tessere relazioni. Sono giovani e meno giovani, anche in questo sta la nostra novità”.

In effetti la lista Fare Nuova la città si differenzia da quasi tutte le altre per l’omogeneità dei voti a ciascun candidato, sebbene vi siano alcune punte, come Mauro Platè (per il quale già si vocifera di un assessorato in caso di vittoria), Michele Bufano, o il veterano Enrico Manfredini.

Ma a ben vedere il buon successo dei “civici” è un fenomeno comune anche allo schieramento opposto di centrodestra, con la lista Obiettivo Cremona con Perri che migliora il risultato di 5 anni fa, passando dal 6,9% al 10,79% e arrivando vicinissimo al primo partito della coalizione, una Forza Italia mai stata così a terra, con il 13,29%: dividono le due liste poco meno di 1000 voti. E gli altri partiti che componevano il Pdl nel 2009, sommati insieme oggi, non arrivano nemmeno vicini al 25,8% di allora: il 4% dell’Ncd dell’assessore Federico Fasani (recordman di lista), più il  2,15% di Fratelli d’Italia fanno in tutto meno del  20%.

Le Comunali mostrano insomma una caduta netta dell’appeal dei partiti, rispetto al potere attrattivo dei singoli candidati. Da un lato il vecchio campione Oreste Perri, che nella sua lista ha voluto uomini e donne di fiducia, tra cui tre assessori uscenti (Amore, Bordi, Ceraso); dall’altro il trascinante innovatore, in quanto a stile e metodo, Gianluca Galimberti. A questo punto saranno loro, più che le forze tradizionali che li sostengono, a fare la differenza al ballottaggio.

g.b.

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Commenti
  • pinco pallino

    CARO GALIMBERTI ora attento al “soccorso rosso” : sta già contrattando…..???

    • super

      ma cosa dice?

      • pinco pallino

        LO DICO: e non sono certo i miltanti sul campo del Pd, uomini e donne , sempre attivi in prima linea e che hanno lavorato molto per Galimberti.

  • paolo

    Ha vinto Renzi, non il pd di cremona, grillino e no tav.