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Braccio amputato, la vittima è Marco Rezzani Il cordoglio del presidente Arvedi Durante il sopralluogo il pm Saponara si è ferito alla testa

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Nella foto, l’impianto lavorativo Arvedi di via Acquaviva 18

AGGIORNAMENTO – “Profondo dolore per il tragico evento” e “cordoglio e vicinanza alla famiglia di Marco Rezzani” sono stati espressi in una nota dal presidente Giovanni Arvedi, dalla direzione dell’acciaieria e dai lavoratori in relazione all’infortunio mortale sul lavoro verificatosi questa mattina nel quale ha perso la vita l’operaio 44enne lodigiano Marco Rezzani. Alla famiglia della vittima, il gruppo Arvedi porge le più sentite e sincere condoglianze. Rezzani era capo turno del reparto verniciatura 1, nel complesso ove avvengono le lavorazioni a freddo dei coils. “Da una prima sommaria ricostruzione dell’accaduto”, si legge nel comunicato, “sembrerebbe che il sig. Rezzani, per motivazioni da appurare, avrebbe oltrepassato un’area delimitata da protezioni ove il personale di norma non deve accedere, venendo a contatto con un macchinario a rulli e innescando così il tragico incidente.  In questo momento il gruppo Arvedi, attraverso le proprie strutture di controllo, sta fattivamente collaborando con le autorità preposte che sono prontamente intervenute unitamente ai soccorsi che, purtroppo, si sono rivelati inutili, collaborando nel tentativo di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e accertarne le cause”.  Il soccorso medico è stato chiamato all’intervento verso le 5 di questa mattina nell’impianto lavorativo di via Acquaviva 18. L’operaio, che era originario di Cava Manara, in provincia di Pavia, non avrebbe dunque osservato per intero la procedura di sicurezza, non utilizzando una delle protezioni necessarie durante un intervento su una macchina. Il 44enne non lavorava da molto nell’Acciaieria Arvedi, ma aveva una grande esperienza nel settore. Per una ventina d’anni, infatti, aveva lavorato alla Alusteel di Somaglia, in provincia di Lodi, un’azienda operante nella verniciatura di coils di acciaio e alluminio. L’uomo aveva lasciato la Alusteel poco prima di Natale per passare all’Acciaieria Arvedi. Rezzani è stato trovato da colleghi per terra, con un braccio amputato da un rullo. Sembra siano passati diversi minuti dall’incidente al ritrovamento dell’uomo, che pare non sia riuscito a chiamare aiuto a causa di un immediato svenimento. Si parla di morte sopraggiunta per dissanguamento. Compito di ricostruire in dettaglio l’accaduto sarà del magistrato di turno Fabio Saponara, che durante il sopralluogo in azienda ha avuto un incidente. Mentre si stava avvicinando al nastro trasportatore è inciampato in una lastra, ferendosi alla fronte. Subito soccorso, è stato medicato in ospedale.

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  • Un così grave incidente occorso ad un tecnico di esperienza ventennale, impone di verificare nello stabilimento che, non soltanto siano soddisfatte tutte le norme vigenti nel campo della sicurezza, ma anche che siano stati installati tutti i dispositivi tecnologici di prevenzione che possono evitare simili terribili incidenti, come, per esempio, delle barriere IR per la disattivazione automatica dell’impianto in caso di superamento accidentale del perimetro di sicurezza.