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Via dal Comune i dirigenti scelti da Perri

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Ancora poche ore per concludere gli atti in sospeso, e poi risulteranno formalmente decaduti gli incarichi, le deleghe e gli organi legati al mandato amministrativo del sindaco Oreste Perri. Tra le figure di spicco che da mercoledì 11 (con la proclamazione a sindaco di Gianluca Galimberti) saranno formalmente decaduti, ci sono il direttore generale Massimo Placchi e  il capo di gabinetto Walter Montini. Decadono anche i quattro dirigenti a tempo determinato: Marco Masserdotti (Urbanistica), Silvia Toninelli (Politiche Educative), il comandante della Polizia Municipale Fabio Germanà Ballarino; il dirigente di staff Enrico Bresciani (Mobilità e Trasporti). Tutti, tranne Germanà Ballarino, erano stati ereditati dal sindaco Perri dalla precedente giunta di centrosinistra Corada. Stessa sorte toccherà a Mauro Barborini, dirigente di staff al settore Ambiente. Sia Placchi che Barborini risultano dipendenti dell’amministrazione provinciale. E’ qui che torneranno, a meno di riconferma da parte di Galimberti.  Le funzioni dei dirigenti a tempo determinato dovranno essere redistribuite tra i dirigenti di ruolo in carica, sulla base dell’assetto organizzativo esistente votato dalla Giunta poco tempo fa. Per ridistribuire gli incarichi ed eventualmente accorpare uno o più settori, si dovrà passare attraverso un atto di Giunta.

Il primo adempimento cui il nuovo sindaco deve assolvere, entro tre giorni dalla proclamazione degli eletti, è la pubblicazione dei risultati elettorali, nonché la notifica degli stessi agli eletti. Il sindaco nomina, ai sensi di legge, i componenti della Giunta, tra cui il vice sindaco e ne dà comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva alle elezioni.
Entro dieci giorni dalla proclamazione degli eletti, il sindaco deve convocare il Consiglio comunale. La prima seduta deve essere tenuta entro dieci giorni dalla convocazione. Nella seduta di insediamento il sindaco presta inoltre giuramento di osservare lealmente la Costituzione.
In un’altra adunanza, da tenersi entro i successivi novanta giorni, il sindaco, sentita la Giunta, illustra al Consiglio le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti che intende realizzare nel corso del proprio mandato. Tale documento viene adottato dal Consiglio comunale attraverso un ordine del giorno.

Quanto alla composizione dei gruppi consigliari, restano ancora alcuni margini di dubbio per il calcolo dei resti. Di certo scatta il premio di maggioranza per il centrosinistra, che significa 60% dei seggi consigliari ( in tutto 32). Realisticamente però si può prevedere che il Pd, partito di maggioranza relativa, sarà rappresentato da 14 consiglieri; la lista Fare Nuova la Città da 5; Sinistra per Cremona, Energia Civile da un consigliere. In minoranza dovrebbero entrare 5 esponenti di Forza Italia, 4 di Obiettivo Cremona con Perri, 2 della Lega Nord, un consigliere di NCD,  uno del Movimento 5Stelle.

Una delle molte variabili sulla composizione del consiglio comunale dipende da chi, tra i consiglieri eletti, Galimberti sceglierà come assessori in giunta. Le due cariche sono incompatibili quindi, in caso di nomina ad assessore, si andrebbe a scalare tra i primi dei non eletti.

Questa dunque potrebbe essere la composizione del nuovo consiglio, se nessuno dei consiglieri entrasse in giunta.

Maggioranza: Pd: Andrea Virgilio, Santo Canale, Luca Burgazzi, Rodolfo Bona, Giovanni Gagliardi, Francesca Pontiggia, Lia a Beccara, Giancarlo Schifano, Roberto Poli, Francesca Baldini, Simona Pasquali, Paolo Carletti, Luigi Lipara, Carla Maria Chiappani. Fare Nuova la città: Michele Bufano, Sara Arcaini, Mauro Platé, Enrico Manfredini, Stefania Telli. Sinistra per Cremona- Energia Civile: Rosita Viola.

Minoranza: FI: Carloalberto Ghidotti; Ferruccio Giovetti; Marcello Ventura; Giorgio Everet, Luca Grignani. Obiettivo Cremona con Perri: Oreste Perri, Maria Vittoria Ceraso, Andrea Sozzi, Alessio Zanardi.  Lega Nord: Alessandro Zagni, Alessandro Carpani. Ncd: Federico Fasani; M5S: Maria Lucia Lanfredi.

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Commenti
  • erisso

    Occasione buona per farla finita con i “capi di gabinetto” e similia, nonché con i loro stipendi da nababbi e la loro incerta (eufemismo) utilità. Vedremo.