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Carabiniere cremonese ucciso a Lodi, la figlia: "Non si smetta di indagare"

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Mentre è ancora un mistero la morte del carabiniere cremonese Giovanni Sali, ucciso più di un anno e mezzo fa a colpi di pistola a Lodi, mentre era in servizio, nelle scorse ore ha parlato pubblicamente Erica, la figlia del militare, che ha lanciato un appello: “Non si smetta di indagare sulla morte di mio papà”. La ragazza, 23 anni, ha preso la parole domenica mattina, durante una bicicletta benefica organizzata a Lodi in memoria di Giovanni Sali. Il fascicolo sull’omicidio di Sali, avvenuto il 3 novembre 2012, è ancora aperto nella Procura lodigiana. La svolta, che molti attendono, non è ancora arrivata. Erica, ieri, ha accolto positivamente l’iniziativa del Cral Giustizia-Associazione lodigiana amici della Giustizia, che ha organizzato la bicicletta e intende dedicare un’aula del tribunale lodigiano al carabinieri. La 23enne, come riporta il quotidiano di Lodi “Il Cittadino”, ha inoltre aggiunto: “Speriamo che le forze dell’ordine non desistano e continuino a indagare su quello che è successo a mio padre. In ogni caso, siamo felici per la molta gente che conserva un buon ricordo di mio papà”.

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