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Criticità forti al carcere di Cremona, via libera a una Risoluzione regionale

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Forti criticità strutturali, infiltrazioni d’acqua, reparti inagibili: questo il bilancio della situazione del carcere di Cremona secondo la Commissione speciale sulla situazione carceraria in Lombardia, che giovedì ha dato il via libera alla risoluzione volta a risolvere le problematiche che interessano gli istituti di pena di Canton Mombello, Varese e Cremona. “Attraverso il documento, approvato all’unanimità nella seduta odierna – spiega Fabio Fanetti, presidente della Commissione speciale – si invita la Giunta regionale a porre in essere tutte le azioni possibili per promuovere una efficace collaborazione tra le istituzioni locali e l’amministrazione penitenziaria per trovare soluzioni idonee a risolvere le criticità strutturali presenti negli istituti penitenziari. Ma non solo: tramite la promozione di un’intesa presso la Conferenza Stato Regioni e il Ministero di Giustizia, ci auguriamo che possano essere  messe a disposizione le risorse necessarie per sopperire alle carenze strutturali riscontrate in questi istituti, affinché possano essere garantiti la salute e il benessere dei detenuti”.

Sorvegliato speciale è proprio il carcere di Cremona dove, secondo Fanetti, “sono state evidenziate, a seguito delle audizioni in Regione Lombardia e del sopralluogo della Commissione nella casa circondariale, forti criticità strutturali di alcuni reparti, determinate da infiltrazioni idriche, in particolare nei padiglioni E e F e nell’edificio che ospita la Polizia penitenziaria. Sappiamo che per quanto riguarda i padiglioni sono già stati appaltati i lavori per il loro rifacimento, ma è necessario che la situazione si sblocchi al più presto anche per la sistemazione della sezione dell’isolamento e della caserma della polizia penitenziaria”.

“Attraverso l’approvazione della risoluzione, che nelle prossime settimane approderà in Aula per la votazione da parte del Consiglio regionale, auspichiamo che possano essere al più presto recuperati fondi per affrontare l’emergenza e  – prosegue il presidente – garantire, nel rispetto della dignità umana, le condizioni minime richieste in materia di sanità e igiene, non solo per i detenuti, ma anche per la polizia penitenziaria”. Infine, la ristrutturazione dei padiglioni permetterebbe di avere a disposizione delle idonee celle per detenere circa 50 nuovi detenuti”.

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