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Tamoil, la difesa: 'Nessun rischio per la salute dei soci delle canottieri'

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Siamo alle battute finali del processo ‘madre’ della Tamoil che vede davanti al giudice Guido Salvini cinque i manager della raffineria accusati di avvelenamento delle acque, omessa bonifica e per tre di loro anche di disastro colposo. Si tratta del libico Mohamed Saleh Abulaiha, del francese Ness Yammine, dei cremonesi Giuliano Guerrino Billi ed Enrico Gilberti, e di Pierluigi Colombo, di Abbiategrasso. Per loro il pm Fabio Saponara ha già chiesto condanne che vanno da un minimo di 6 anni e 8 mesi ad un massimo di 13 anni, pene già ridotte di un terzo per il rito abbreviato, mentre le parti civili, solo come provvisionale, hanno chiesto 1.660.000 euro di risarcimento danni.

L'avvocato Simone Lonati

Oggi parola ancora alla difesa con l’avvocato Simone Lonati, che assiste Mohamed Saleh Abulaiha. Il legale si e’ concentrato sul tema dell’avvelenamento e sul dolo.
Nelle proprie conclusioni, la difesa ha sostenuto che questo processo ha dimostrato che dal punto di vista tossicologico e scientifico l’avvelenamento non c’è stato. Non c’è stato e non ci sarà neppure alcun pericolo per la salute dei cittadini e dei frequentanti delle canottieri. Questo dato è emerso dall’analisi dell’unico tossicologo intervenuto nel processo e che prendendo i dati più allarmanti ha verificato come gli stessi non possano assolutamente comportare un rischio per la salute pubblica. Dal punto di vista dell’elemento soggettivo, e cioè del dolo, si e’ dimostrato che tutti gli elementi che il pm ha portato a dimostrazione sono risultati non corretti alla prova dei fatti. I valori delle analisi effettuate sulle acque delle piscine e dei pozzi non sono assolutamente attendibili dal punto di vista tecnico e scientifico e comunque non possono significare alcun rischio per la salute dei fruitori di queste acque. Un esempio: il tossicologo ha dimostrato che anche se un individuo avesse ingerito due litri di quell’acqua per tutto l’arco della sua vita, non avrebbe avuto alcuna conseguenza sulla salute. Attraverso i difensori, la Tamoil vuole  tranquillizzare la cittadinanza in quanto il tossicologo messo in campo dalla difesa ha dimostrato che non c’è stato alcun rischio per la salute dei fruitori dei circoli delle canottieri.

Per quanto riguarda le singole posizioni degli imputati, la parola è poi passata agli avvocati  Giacomo Lunghini e Alessandro Della Chà che assistono Ness Yammine. “Nelle 400 pagine di requisitoria del pm”, ha fatto notare l’avvocato Della Chà, “il nome di Yammine non compare una volta, mentre nel processo una sola volta, quando un teste ha ricordato che è stato il nostro assistito a dire che sarebbe arrivato il nuovo direttore Claudio Vinciguerra”. “Nel luglio del 2007”, ha aggiunto l’avvocato Lunghini, “quando nel consiglio di amministrazione era emersa la notizia dell’inquinamento, Yammine aveva nominato il project manager e si era occupato di seguire lo sviluppo della barriera idraulica”.

L’udienza è stata rinviata al prossimo 9 luglio per le conclusioni degli avvocati Carlo Melzi d’Eril e Simone Lonati esclusivamente sulle posizioni di Gilberti, Billi,  Colombo e Abulaiha.

La data della sentenza, comunque prevista per la metà di luglio, è ancora da fissare.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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