Commenta

Rapporto "green", Cremona ok per aree verdi attrezzate

cremona_009_panorama

È Sondrio il capoluogo di provincia più “green” della Lombardia sia per densità che per disponibilità pro capite del verde urbano, mentre Milano è la città dove si contano più metri quadrati occupati dal verde. È quanto emerge dal rapporto “Città verdi di Lombardia”, elaborato su dati Istat dalla Coldiretti regionale e diffuso in occasione del convegno “Expo e verde urbano: parchi, orti e giardini per la qualità della vita nelle città del futuro”, che si è svolto sabato 5 luglio 2014 alla Villa Reale di Monza durante la sesta tappa del Lombardia Expo Tour.

Solo nei capoluoghi di provincia – spiega la Coldiretti – si contano in tutto più di 61 chilometri quadrati di verde urbano. Una presenza che contribuisce a migliorare la qualità della vita nelle città ma che, allo stesso tempo, richiede cure e manutenzione.

“Gli interventi sul patrimonio verde pubblico – commenta Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia – possono rappresentare una leva su cui far forza per rilanciare l’attività delle oltre cinquemila aziende che operano nel florovivaismo lombardo, un settore che da alcuni anni è in difficoltà a causa della concorrenza estera e della contrazione dei consumi interni. Nonostante ciò con 15 mila addetti e una produzione che nel 2012 ammontava a 218 milioni di euro, cioè l’8,4% del comparto nazionale, il florovivaismo si conferma una delle eccellenze della nostra agricoltura regionale”.

Il verde urbano – spiega la Coldiretti Lombardia – è costituito dal patrimonio di aree verdi presente sul territorio comunale e gestito da enti pubblici. Include il verde storico, le ville, i giardini e i parchi di particolare pregio, le aree a verde attrezzato (come i giardini di quartiere), le aree di arredo urbano (quali le piste ciclabili), i giardini scolastici, gli orti urbani, le aree destinate a forestazione urbana e altre tipologie di verde tra cui gli orti botanici, i giardini zoologici e il verde incolto.

LE CITTÀ PIÙ VERDI – Se si prendono in considerazione densità, disponibilità pro capite e superficie assoluta del verde urbano – spiega la Coldiretti regionale –, le città capoluogo di provincia più verdi di Lombardia sono Sondrio, per i primi due parametri, e Milano per l’ultimo. Nella città alpina, infatti, il verde urbano copre il 34,2% della superficie comunale con ogni abitante che può godere di ben 312,5 metri quadrati. All’ombra della Madonnina, invece, il verde si estende su oltre 21 milioni di metri quadrati, il valore assoluto più alto di tutta la regione.

LA DENSITA’ DEL VERDE URBANO – Dal rapporto “Città verdi di Lombardia” emerge che la densità di verde urbano supera il 10% della superficie comunale complessiva in quattro città: Sondrio (34,2%), Monza (24,4%), Como (15,8%) e Milano (11,9%). Nei restanti capoluoghi di provincia le aree verdi occupano meno del 6% del totale. In particolare: a Brescia il 5,8%, a Lodi il 5,2%, a Bergamo il 4,3%, a Pavia il 4,2%, a Cremona il 4%, a Mantova il 3,3%, a Varese il 2,3%. Fanalino di coda Lecco con l’1,5%. Secondo l’Istat – spiega la Coldiretti Lombardia – tra i grandi comuni italiani che contano più di 200 mila abitanti, Milano è la seconda città per densità del verde urbano, alle spalle di Torino.

LA DISPONIBILITA’ PRO CAPITE – Dopo Sondrio (312,5 metri quadrati) sono gli abitanti di Como ad avere a disposizione più verde urbano. Ognuno, infatti, può godere di 68,8 metri quadrati. A stretto giro si colloca anche Monza con 65,6 metri quadrati di verde pro capite, mentre a Bergamo e Lecco ogni cittadino può beneficiare solo di 14,1 metri quadrati.

LA TIPOLOGIA DEL VERDE URBANO – Il verde storico caratterizza le città di Monza, dove rappresenta l’86,4% del verde urbano (pari a 7 milioni di metri quadrati) e Pavia dove è pari al 53,7% del verde totale (cioè più di 1,4 milioni di metri quadrati). A Milano il verde storico copre il 45,6% di quello complessivo (cioè quasi 10 milioni di metri quadrati) mentre a Brescia il 32,9% (per un totale di 1,7 milioni di metri quadrati).

Queste ultime due città rientrano anche tra quelle in cui le aree a verde attrezzato (che includono aree adibite a giardini di quartiere con giochi per bambini, aree cani, eccetera) incidono per oltre il 20% sulla dotazione del verde. In particolare a Brescia sfiorano il 28% del totale, mentre a Milano rappresentano il 27%. Percentuali elevate si registrano anche a Bergamo (37,7%) e Cremona (29,3%).

La città più “atletica”, in termini assoluti, è Lodi dove oltre 240 mila metri quadrati sono destinati ad aree sportive all’aperto. Al secondo posto Mantova, dove si contano quasi 238 mila metri quadrati, seguita da Brescia con 200 mila metri quadrati. In termini di peso relativo rispetto al totale del verde urbano, l’incidenza delle aree sportive all’aperto raggiunge il valore più elevato a Lecco dove rappresenta il 17%.

Le zone dedicate all’arredo urbano, invece, pesano soprattutto a Brescia, Lecco e Cremona dove incidono rispettivamente per il 21,4%, 21,1% e 17,1% sul totale del verde. A Milano, Lodi e Bergamo, invece, oscillano intorno al 15%.

I giardini scolastici sono una tipologia di verde più estesa nelle città maggiormente popolate. In particolare a Milano occupano 1,3 milioni di metri quadrati, mentre a Brescia oltre 377 mila metri quadrati. In termini di peso relativo rispetto al totale del verde urbano, l’incidenza dei giardini scolastici supera il 5% nei comuni di Varese (10,5%), Milano (6,3%), Bergamo (10,3%), Brescia (7,2%) e Mantova (6,1%).

Cremona si caratterizza per l’alta incidenza di forestazione urbana, la prima tipologia di verde (31,7%) presente sul territorio comunale che si estende per quasi 900 mila metri quadrati. A Lodi la superficie dedicata ai cosiddetti boschi urbani si ferma a circa 394 mila metri quadrati (18,3% del verde complessivo), mentre a Milano sebbene questa tipologia di verde copra 130 mila metri quadrati, rappresenta solo lo 0,6% del verde.

BOOM DEGLI ORTI URBANI – E’ la tipologia di verde che negli ultimi anni ha conosciuto un vero e proprio boom. Secondo la mappa 2014 elaborata da Coldiretti Lombardia, dal 2012 a oggi il numero è passato da circa 2.000 a quasi 2.800 appezzamenti. Nelle amministrazioni comunali – afferma la Coldiretti regionale – si sta rafforzando la propensione a creare zone di orti urbani che assolvano a una duplice funzione: da una parte fornire ad anziani e famiglie un servizio con costi di gestione molto limitati, dall’altra migliorare la vivibilità delle periferie dove si solito queste aree vengono ricavate e attrezzate.

“L’orto urbano, a terra o sul balcone – spiega il Presidente di Coldiretti Lombardia, Ettore Prandini – è un modo per riscoprire il legame con la terra, con il ciclo delle stagioni e ha anche un effetto benefico sulla salute fisica e psichica”. Inoltre – continua la Coldiretti – con gli orti verticali si può anche riciclare, come supporto, materiale altrimenti destinato al bidone della spazzatura, quali ad esempio pallet o contenitori di latta. Lo dimostra la rassegna di orti verticali ecologici curata dai florovivaisti di Milano, Lodi e Monza Brianza ed esposta nel farmers’ market di Campagna Amica di sabato 5 luglio in piazza Trento Trieste a Monza, per la tappa brianzola del Lombardia Expo Tour.

GLI STRUMENTI DEL VERDE – Tra i capoluoghi di provincia lombardi, solo Lecco non ha ancora effettuato il censimento del verde urbano, mentre il piano del verde è adottato solo in sei capoluoghi: Varese, Sondrio, Milano, Monza, Bergamo e Lodi.

SCENARIO ITALIANO – Il verde urbano rappresenta il 2,7% del territorio nei comuni italiani capoluoghi di provincia (oltre 550 milioni di metri quadrati). Ogni abitante dispone mediamente di 30,3 metri quadrati di verde urbano. Per quanto riguarda gli strumenti di pianificazione e gestione del verde, meno di un quinto dei comuni ha approvato il Piano del Verde, mentre il censimento del verde è stato effettuato dal 70,7% delle città.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti