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Legge "ammazzaboschi", era meglio agire sugli aspetti burocratici

Lettera scritta da Agostino Alloni (Pd)

Egregio Direttore,

ho letto l’intervento del collega Carlo Malvezzi sui CremonaOggi in merito alla legge cosiddetta ammazza boschi in modifica della L.R. 31 del 2008.

L’esponente del NCD tralascia volutamente di ricordare, che la legge che anche lui ha votato, consente di tagliare un bosco di 30 anni senza alcuna compensazione ed in assenza del Piano forestale. In Lombardia, dal dicembre 2011 ad oggi, si è passati dal considerare un bosco da 5 ai 30 anni: sei volte tanto. La Lombardia detiene il primato in Italia e nel resto dell’Europa.

C’è poi un provvedimento chiamato “emendamento Malvezzi” che prevede il taglio dei boschi anche in pianura; da 5 a 15 anni. Questo vale per l’infestazione delle robinie, certo, ma anche per tutti gli altri boschi (esclusi quelli di pioppo che hanno un’altra normativa).

I boschi si potevano tagliare anche prima nel caso le aree fossero destinate dal PGT ad usi diversi. Prima erano sufficienti 5 anni, ora ne servono 15 per considerarlo un bosco. E sappiamo benissimo che un conto è parlare di boschi infestanti in montagna, un altro in pianura. Anche perché i boschi naturali in pianura sono una rarità e spesso i comuni fanno a gara per tutelarli dentro la loro programmazione. Malvezzi nel difendere il suo emendamento si dimentica di citare le delibere di Giunta regionale (approvate non dai marziani ma da Formigoni e dai suoi assessori) che stabiliscono quando un forestazione si può definire bosco e le modalità per il rilascio delle autorizzazioni provinciali e dalla entità delle compensazioni.

Avevo proposto di lasciare la legge così com’era (le infestazioni si potevano già eliminare!!) e di agire sulla velocizzazione dei cosiddetti aspetti burocratici circa la consistenza della “compensazione ecologica”. Bastava modificare una delibera di Giunta! Malvezzi e la maggioranza che lo sostiene hanno preferito “ammazzare i boschi” sia in montagna che in pianura.

Se Maroni e Malvezzi volevano ridurre la burocrazia e attenuare il costo delle compensazioni avevano una strada cortissima da intraprendere che dipendeva esclusivamente da loro.

Evidentemente l’obiettivo era un altro e non certo quello di favorire il lavoro e le imprese. Bastano questi due dati. Il bilancio assestato della Regione che verrà approvato oggi mette a disposizione l’1,87% per lo sviluppo e il 2,77% per lavoro e formazione. Un po’ pochi!!

Agostino Alloni
consigliere regionale Pd

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