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Economia cremonese, segnali positivi "Ma servono interventi per la crescita" Ecco il dossier trimestrale

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Auricchio

Segnali positivi per il territorio cremonese dall’indagine trimestrale condotta da Unioncamere Lombardia con la collaborazione di Associazione industriali, Confartigianato e Cna. Ma non mancano, ancora, alcune ombre. “I sentiment degli imprenditori, tornati negativi per produzione e domanda interna, danno conto del permanere del periodo di difficoltà della nostra economia e rendono ormai ineludibili interventi mirati a sostegno della crescita”. Sono alcune delle parole utilizzate dal presidente della Camera di commercio cremonese, Giandomenico Auricchio, per commentare l’indagine.

“Nel secondo trimestre 2014 si confermano i segnali positivi della congiuntura del comparto manifatturiero cremonese, ma permane la stagnazione del comparto artigiano”, si legge all’inizio dell’analisi diramata dagli uffici della Camera di commercio.

Si prosegue: “Questi, in estrema sintesi, sono i risultati che provengono dalla consueta indagine congiunturale condotta trimestralmente da Unioncamere Lombardia in collaborazione con l’Associazione Industriali, Confartigianato e CNA, e che coinvolge ogni trimestre due campioni distinti di aziende manifatturiere, industriali e artigiane, interessando complessivamente circa 140 imprese cremonesi appartenenti a tutte le principali attività del comparto presenti in provincia”.

“Il secondo trimestre 2014 – viene spiegato – ha visto il dato destagionalizzato della produzione industriale cremonese confermare una crescita congiunturale che sale fino al punto percentuale e riflette puntualmente la crescita degli ordini interni ed esterni, rilevata nel corso dell’indagine relativa al trimestre precedente. Parallelamente all’incremento dell’attività, continua a salire anche il fatturato a prezzi correnti (+1,4%). Ma a raffreddare in parte questi dati indubbiamente positivi sono gli andamenti degli ordinativi i quali subiscono un forte rallentamento. Pur mantenendo un debole segno positivo, +0,6% gli ordini interni e +0,2% quelli provenienti dall’estero, entrambe le componenti della domanda ridimensionano notevolmente i rispettivi +1,4 e +2,2% dei primi tre mesi dell’anno, facendo temere un prossimo rallentamento produttivo. Nessuna variazione di rilievo si riscontra nell’andamento dei prezzi che restano complessivamente stabili”.

Restano i problemi legati al lavoro: “La crescita produttiva rilevata continua comunque a non avere alcun riflesso positivo sul numero degli addetti che resta sostanzialmente inalterato e già da diversi trimestri non presenta variazioni di rilievo, risentendo delle recenti difficoltà produttive e testimoniando l’incertezza che ancora rimane tra gli imprenditori”.

“Sul fronte della Cassa Integrazione Guadagni – si legge – si riscontrano dati ancora in peggioramento ed in controtendenza rispetto alle informazioni sulle ore autorizzate provenienti da fonte INPS. Queste ultime infatti, che comprendono tutte e tre le gestioni (ordinaria, straordinaria ed in deroga), scendono del 40% sul trimestre scorso, mentre quelle effettivamente utilizzate – limitate però alla gestione ordinaria – sono registrate in crescita: pur rimanendo uno dei dati più bassi tra tutte le province lombarde, hanno costituito a Cremona l’1,6 del monte ore complessivo trimestrale, contro il precedente 0,9%, ed hanno interessato ancora il 17% delle imprese. Nell’intera Lombardia si sono rilevato valori rispettivamente del 2,6 e del 20%”.

“A proposito dei dati regionali, i mesi da aprile a giugno 2014 disegnano un quadro complessivo che, come già anticipato, stavolta si discosta non di poco da quello cremonese – si legge ancora – manifestando quasi ovunque una netta decelerazione che diventa un vero e proprio arretramento nel caso, particolarmente delicato, della domanda interna che costituisce una variabile fondamentale ed anticipatoria delle prossime tendenze, la quale viene rilevata in calo dell’1,2%, dopo più di un anno di ininterrotta crescita. A parziale compensazione, ritorna a crescere dell’1,1% la domanda estera ed anche l’occupazione conferma un debole segno positivo (+0,2%). Anche a livello tendenziale gli indici si mantengono tutti positivi, con produzione e fatturato che si attestano, rispettivamente, al  +4 ed al +5,6%. Va parimenti evidenziato anche un brusco rallentamento per gli ordini che, nel caso di quelli esteri, azzerano quasi la propria crescita dal +10% dei primi mesi 2014 all’attuale +1%”.

“I dati tendenziali lombardi – prosegue l’indagine – sono anch’essi in maggioranza positivi, ma a parte la conferma della tenuta dell’estero ed un buon andamento del fatturato, la domanda nazionale torna ad arretrare rispetto alla consistenza di dodici mesi prima e la produzione industriale decelera notevolmente dal +2,8 al +1,5%, mentre il livello occupazionale segnala una leggera flessione. A livello settoriale si riscontrano andamenti produttivi positivi quasi ovunque ed in particolare si rivede, dopo anni, il segno positivo (+2,6%) nel comparto dei minerali non metalliferi (non confermato comunque dalla Lombardia che presenta ancora un -3%), legato al settore dell’edilizia. Importanti sono le conferme dei settori cruciali per l’economia provinciale: la siderurgia cresce su base annua del 10%, l’alimentare e la meccanica del 4%, mentre la chimica resta sostanzialmente stabile. Nel confronto con le altre province lombarde, Cremona è seconda in Lombardia per variazione tendenziale dell’indice della produzione industriale, dietro solo al 4,5% di Lecco”.

Questa invece l’ultima parte dell’analisi: “I dati in miglioramento provengono, coerentemente, anche dalla distribuzione delle imprese in base alla variazione tendenziale della produzione conseguita nell’ultimo anno. In tre mesi la percentuale sul totale delle aziende in espansione produttiva rispetto all’anno 2013 è ulteriormente aumentata dal 50 al 55%, mentre la quota delle imprese in crisi si conferma ai minimi degli ultimi due anni, pur raggiungendo ancora un consistente 31%, leggermente inferiore al 35 medio lombardo. Le aspettative degli imprenditori, fatte salve le attese di un trend sempre positivo per le esportazioni, ritornano tutte nell’area negativa, quella cioè dove prevalgono le attese di cali. Nel comparto dell’artigianato produttivo, ormai da anni alle prese con una gravissima crisi, continuano i segnali di assoluta stabilità già rilevati nella precedente rilevazione relativa ai primi tre mesi del 2014. A livello congiunturale tutti gli indicatori presentano un segno negativo, ma con valori assoluti che non superano il mezzo punto percentuale, e possono dunque essere considerati praticamente invariati. Rispetto allo stesso periodo del 2013, resta invariato il fatturato totale, ma la produzione risulta in calo di quasi un punto, così come l’occupazione e gli ordini provenienti dall’estero, mentre quelli nazionali sono al -1,7%. A parte quelle relative al mercato estero, restano ancora tutte negative le aspettative per il prossimo trimestre”.

Il commento del presidente della Camera di commercio di Cremona Auricchio: “I dati provinciali del secondo trimestre, con variazioni tutte positive, sia a livello congiunturale che tendenziale, degli indicatori e valori assoluti che su base annua raggiungono quote importanti, sembrerebbero confermare le aspettative positive nate alla fine del primo trimestre 2014. I sentiment degli imprenditori però, tornati negativi per produzione e domanda interna, danno conto del permanere del periodo di difficoltà della nostra economia e rendono ormai ineludibili interventi mirati a sostegno della crescita”.

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