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Dopo la rivolta presidio al carcere Sinappe: 'Serve cambio alla direzione'

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Foto Sessa

AGGIORNAMENTO – Presidio davanti al carcere cremonese. Un’iniziativa organizzata dal sindacato di polizia penitenziaria Sinappe al fine mettere in luce la situazione di difficoltà in cui si trovano gli agenti e non solo loro. Una manifestazione organizzata dopo la rivolta di alcuni giorni fa, che ha visto coinvolto un gruppo di detenuti esasperati dalla carenza di personale educativo.

Al presidio ha partecipato anche il parlamentare di Sel del nostro territorio, Franco Bordo. “Ho pensato di venire e interloquire con i rappresentanti del sindacato e i lavoratori che hanno preso parte al presidio, un presidio molto tranquillo e pacifico – spiega il deputato -. Mi sembra che le motivazioni alla base della protesta siano assolutamente degne di ascolto. Bisogna trovare soluzioni. Io innanzitutto penso che la rivolta di qualche giorno fa sia stata tenuta in sordina a livello nazionale, quasi derubricata a un evento di poca rilevanza. Invece, da quanto ho appreso, appare un episodio importante e grave”.

“La situazione del carcere cremonese mi sembra sia diventando esplosiva – aggiunge l’onorevole Bordo -. Alla mia precedente interrogazione sul carcere il ministro non ha ancora risposto, evidentemente perché non sa cosa rispondere. L’interrogazione riguardava anche la mancanza di educatori, che è una questione fondamentale per alleggerire la situazione. La questione degli educatori è da affrontare urgentemente. E preoccupa la questione degli spazi. Ci sono dei lavori di ristrutturazione in corso e quando finiranno ci sarà la riapertura di alcune aree: questo vuol dire che la popolazione carceraria crescerà, con lo stesso numero di agenti di polizia penitenziaria”. “Intendo sollecitare una risposta alla mia interrogazione – conclude l’esponente di Sel -. E ho preso l’impegno con i lavoratori per tornare fra un mese-un mese e mezzo e verificare ancora di persona la situazione. Per ristabilire un clima di fiducia fra tutti i dipendenti impegnati nella struttura, un’avvicendamento di direzione il Dipartimento di amministrazione penitenziaria farebbe bene a prenderlo seriamente in considerazione”.

Il cambio alla direzione dell’istituto è ciò che vuole il Sinappe: il sindacato “chiede a gran voce un segnale di discontinuità”, si legge in una nota firmata dal segretario generale Roberto Santini. “Per normalizzare la struttura, per un diverso governo della popolazione detenuta, per una più sapiente organizzazione del lavoro del personale in divisa – prosegue la nota – sono necessari interventi radicali a cominiciare dall’immediato avvicendamento del direttore dell’istituto, senza ulteriore indugio”.

 

l rapporto con il territorio, con le sue forme associative e di volontariato, è sempre più precario e improntato alla discontinuità. Che dire delle scarsissime opportunità lavorative e di quei macchinari per il laboratorio di falegnameria acquistati a suo tempo dalla Provincia di Cremona e oggi inutilizzati e accatastati in un deposito?
Si continua a descrivere il carcere di Cremona come un’oasi felice, ma così non è.
Penso inoltre che, per ristabilire un clima di fiducia e collaborazione tra tutti i dipendenti impegnati nella struttura, un’avvicendamento di direzione il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria farebbe bene a prenderlo seriamente in considerazione.

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