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Aumentano le imprese cremonesi guidate da under 35

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2.755 imprese in provincia di Cremona sono condotte da under 35. Il dato è di fine giugno 2014 e porta un segno positivo, se si considera che a fine marzo 2014 le ‘imprese giovanili’ si fermavano a quota 2.660. Un segnale incoraggiante, pur in un quadro generale difficile, che ha visto la crisi pesare fortemente anche sulle imprese guidate dai giovani (a fine giugno 2011, a Cremona, erano 3.370).

Nel secondo trimestre del 2014, con la nascita di 145 imprese “under 35” e la cessazione di 48 realtà, la provincia di Cremona può vantare un tasso di crescita delle “imprese guidate da giovani” di + 3,4%, in linea con quello di altre province lombarde, anche se al di sotto della media regionale (+3,7%).

Se si considera il “totale” delle imprese attive in provincia di Cremona (a fine giugno risultano essere 27.312), vale la pena di sottolineare che i giovani, con le loro 2.755 imprese, rappresentano il 10,1% dell’imprenditoria cremonese (ed è questo uno dei valori più alti in Lombardia, dove la percentuale è del 9,2%, con 74.797 condotte da giovani, su un totale di 813.647 imprese attive).

Fra le 2.755 imprese guidate dai giovani cremonesi (che, nel complesso, danno lavoro a circa 4.700 persone), le imprese agricole sono 217. Più numerose sono le ‘imprese giovanili’ legate alle costruzioni (sono 725) e al “commercio e riparazioni veicoli” (622). A incidere su questo dato è il fatto che il turn-over (leggasi “avvicendamento generazionale tra genitori e figli”), mentre è significativo ad esempio nel commercio, rimane molto basso in agricoltura. Questi i numeri, elaborati da Coldiretti Cremona su fonte InfoCamere/CCIAA Cremona.

“Le misure agricole dei prossimi mille giorni pubblicate sul sito passodopopasso del Governo prospettano un obiettivo di 60mila imprese agricole condotte da giovani nelle campagne, dopo che nel secondo trimestre del 2014 le imprese agricole “under 35”, a livello nazionale, sono già salite a 48.620 unità con un aumento del 2,6% rispetto al trimestre precedente – sottolinea Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Cremona –. E’ necessario creare le condizioni per rispondere alla volontà dei giovani di diventare imprenditori, e di puntare sull’agricoltura. Serve un deciso abbattimento dei costi d’ingresso, che sono troppo alti. Servono una lotta senza quartiere alla burocrazia, una politica che concretamente guardi ai giovani, con provvedimenti che combattano la rendita e premino l’innovazione. Servono anche degli istituti bancari che dimostrino più coraggio, quando sono i giovani imprenditori a rivolgersi al credito. Terreni su cui, come Coldiretti, stiamo lavorando con determinazione, a tutti i livelli”.

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