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Diritto alla casa, seduta interrotta: una condanna e 15 assoluzioni

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Una condanna, 15 assoluzioni. Questo quanto deciso dal giudice Maria Stella Leone su un caso, risalente al 25 ottobre del 2011, che a Crema aveva fatto molto scalpore: l’interruzione del consiglio comunale da parte di un gruppo di persone che manifestava contro lo sfratto di Claudiu Mihai, romeno, licenziato dalla Isoelectric di Bagnolo Cremasco e allontanato dalla sua casa insieme alla famiglia perchè non poteva pagare il canone di affitto. Dei 16 imputati finiti a processo con l’accusa di interruzione di pubblico servizio, e cioè di aver “turbato la regolarità del consiglio comunale, determinandone la sospensione”, solo Claudiu Mihai è stato condannato, così come chiesto dal pm onorario Silvia Manfredi. Per lui, un mese, pena sospesa. Tutti, compreso Mihai, sono stati invece assolti dall’accusa, in concorso, di avere organizzato e promosso una riunione presso la sala del consiglio comunale di Crema a cui avevano partecipato almeno 20 persone, “omettendo il prescritto avviso all’autorità di polizia giudiziaria”. “Il signor Mihai aveva chiesto di poter parlare, e da qui è nata una discussione in consiglio se concedergli o meno la parola”, ha ricordato in aula il difensore di Mihai, l’avvocato Barbara Bandiera. “Mihai semplicemente non sapeva che in quel caso il comune cittadino non poteva intervenire”, ha aggiunto il legale, che ha anche ricordato che “comunque alcuni consiglieri avrebbero voluto ascoltarlo”. “Il resto dei fatti”, come ha sottolineato da parte sua l’altro difensore, l’avvocato Sergio Pezzucchi, “è avvenuto dopo che il consiglio era stato interrotto”.  Nel capo di imputazione si parlava dell’esposizione di striscioni con le frasi: “Non si possono lasciare le famiglie in strada”, “La casa è un diritto di tutti”, “Resistere agli sfratti, difendere i diritti, diritto di tutti” e di cori e proteste, come ad esempio “Buffoni, vergogna”, contro l’allora sindaco Bruno Bruttomesso e il presidente del consiglio comunale Antonio Agazzi, costretto a sospendere la seduta”. Le contestazioni di Mihai erano iniziate dopo aver ricevuto lo sfatto esecutivo per non aver più corrisposto l’affitto dopo essere stato licenziato. La battaglia era passata dai comitati alle forze politiche capitanate da Rifondazione Comunista che duramente si era opposta allo sfatto del giovane, sfumato per ben quattro volte. La motivazione della sentenza sarà depositata entro trenta giorni.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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