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Rischio idrogeologico, prove generali di intervento per la Protezione civile

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Foto Sessa

Ben 170 i volontari della Protezione civile presenti dalla mattinata di sabato 20 settembre presso il porto canale all’esercitazione promossa dalla Provincia di Cremona in collaborazione con l’Aipo. Altri cento saranno impegnati  nella giornata di domani, domenica.  Il tema della giornata è stato “come affrontare un’emergenza idrogeologica”: a fronte degli episodi sempre più frequenti di alluvioni, bombe d’acqua e allagamenti che si stanno verificando negli ultimi anni. In sostanza i volontari hanno dovuto simulare l’attuazione del Piano di Emergenza provinciale per rischio idraulico connesso al fiume Po.

Presenti al “quartier generale” presso gli Uffici della Provincia di Cremona al Porto canale,  oltre agli operatori, volontari di protezione civile, il dirigente della Provincia Maurizio Rossi con lo staff provinciale, il funzionario dell’Aipo Marco Laveglia, il funzionario del Dipartimento Protezione Civile nazionale di Roma, il corpo Forestale dello stato Comando Provinciale di Cremona.
Operativa, presso gli uffici provinciali al porto, la centrale di comunicazione e comando, con una sala dedicata hi-tech attrezzata con numerosi monitor, postazioni internet e strumentazioni atte a raccogliere informazioni di emergenza segnalate dalle squadre sul posto e coordinare gli interventi a livello locale. Con un app innovativa, “ProtezioNET” si raccolgono in real time informazioni sulle emergenze con messaggi ed email georeferenziati, con coordinate GPS e informazioni testuali, che danno il quadro esatto del “come e del dove” lungo l’asta fluviale si verificano situazioni di emergenza; sistema interfacciato ed integrato ad altre procedure informative, per rispondere immediatamente alle differenti situazioni, che si possono verificare sul territorio.
Scopo principale dell’esercitazione è quello, appunto, di testare l’attivazione del sistema della protezione civile ed in particolare delle attività idrauliche, con l’ausilio del volontariato nella gestione di una emergenza che coinvolgerà l’intero asse fluviale del Po da Cremona sino a Casalmaggiore, comprendendo parte dell’asta del fiume Adda sino all’altezza di Pizzighettone, così come definito dal Piano di Emergenza Provinciale per il rischio idraulico del Fiume Po approvato nello scorso dicembre. Inoltre è stato realizzato un campo forze e risorse nell’area portuale (sede della protezione civile provinciale). L’esercitazione costituisce anche la tappa finale (con relativo test e prove pratiche esercitazione) del corso di formazione “Area di Intervento Idrogeologico Asta fiume Po” iniziato a maggio 2014 che ha visto un grande coinvolgimento dell’AIPo.

Il programma ha previsto nella giornata di sabato 20 il test finale di un percorso formativo che ha preso il via lo scorso maggio. Nell’area CR1 (tratto Pizzighettone/Cremona), simulando una piena del Po, è stata monitorata la chiavica Chiosone, con eventuale chiusura, al fine di evitare il rigurgito dell’acqua in golena. Nel contempo, sono state  individuate delle tane di tasso con ripristino e messa in sicurezza. Prevista anche eventuale chiusura della chiavica Roggione.

Nell’area CR2 (Cremona/San Daniele Po) viene simulato il non funzionamento del teleidrometro di AIPo che quindi non riesce a monitorare i livelli di piena del Po. Monitoraggio delle chiaviche Cremona, Fossadone, e della ‘corda molle’ a Brancere.

Altre operazioni sono previste, sempre nel pomeriggio di sabato, nell’area CR3 (Motta Baluffi/Casalmaggiore)
Domenica 21 attività di addestramento kit idraulico presso il porto.

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