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Pasticcio bike sharing, la Regione contesta il bando del Comune

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Il bike sharing? Doveva essere la punta di diamante della mobilità leggera in città, invece è al palo. Il Comune sta cercando di rimodellare il servizio, sulla base di una recente comunicazione della Regione che contesta i criteri con cui lo stesso era stato assegnato alla società ‘Bicincittà’ di Torino. In base ai rilievi mossi dalla Regione, non sono più disponibili i 295mila euro in un primo tempo assegnati al progetto cremonese, che comprendeva l’implementazione del servizio di bike sharing, oltre ad altre innovazioni tecnologiche come le bolle del wi-fi in varie zone della città. Quei soldi ora saranno ‘rimodulati’, espressione che lascia intendere un forte ridimensionamento. Le trattative tra Comune e società vincitrice dell’appalto sono in corso per cercare di dare dignità a un servizio sul quale avevano puntato molto, in termini di consenso, sia la precedente giunta Perri che l’attuale Galimberti.  Quest’ultima giunta da deciso di non  fare opposizione contro la decisione della Regione.

LA PRECISAZIONE DELLA GIUNTA GALIMBERTI – “Si precisa – afferma un comunicato del Comune  – che la procedura relativa al Bike Sharing, che presentava elementi di criticità e debolezza, è stata gestita dalla precedente Amministrazione. La Giunta Galimberti ha fin da subito operato un’approfondita valutazione della procedura, organizzando numerosi incontri di carattere tecnico. Dopo le opportune verifiche, la nuova amministrazione non ha ritenuto opportuno dare avvio ad un conflitto di carattere giuridico e, per senso di responsabilità istituzionale, ha accettato la rimodulazione da parte della Regione. Si conferma che è in corso una trattativa con Bicincittà srl di Torino perché, in perfetta sintonia con tale società, è intenzione di questa Amministrazione rilanciare il servizio di Bike Sharing, migliorandone fruizione, funzionalità e diffusione”.

La società Bicincittà era stata l’unica ditta ad aver risposto alla manifestazione di interesse pubblicata dal Comune nel 2013 per la gestione del nuovo servizio di bike sharing. In precedenza il Comune aveva varato un proprio servizio (InBici) che aveva riscosso un deciso successo. Il salto di qualità sarebbe dovuto avvenire sulla base del contributo di 295.000 euro erogati dai fondi europei per la mobilità sostenibile. Le proposte innovative del progetto cremonese includevano anche quindici bici a pedalata assistita e tre cargo bike, oltre a mille tessere elettroniche personalizzate ricaricabili. Otto le stazioni di bike sharing da 9 bici ciascuna dotate di pannelli informativi, una delle quali con pensilina fotovoltaica. La gestione è diventata completamente elettronica e consente di prendere la bici in un punto della città e riconsegnarla ad un altro attraverso apposite tessere. Alla società Bicincittà dovevano andare gli introiti derivanti dalle tariffe del bike sharing e dai compensi – stimati in 30mila euro l’anno – derivanti dalla gestione di 42 spazi pubblicitari di proprietà comunale corrispondenti a 436 metri quadrati. Prima mezz’ora gratuita; il resto della giornata al costo di 0,80 centesimi per la seconda e la terza mezz’ora, mentre dalla quarta il costo diventa di 2 euro. Nel contratto stipulato tra Comune  e la srl Bicincittà erano previste anche formule dedicate ai turisti: 4Foryou, al costo di 8 euro per 4 ore di utilizzo della bici in 24 ore; o la 8Foryou, 13 euro e otto ore di utilizzo nel giro di 2 giorni.

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