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Operazione 'Baraonda', i carabinieri arrestano altre due persone per droga

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Altri due arresti eseguiti nell’ottica dell’operazione “Baraonda” che nei giorni scorsi aveva già portato i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Cremona a fermare 13 persone principalmente per reati di droga (stupefacenti destinati in particolare al mercato cremonese) e prostituzione.

Durante l’esecuzione dell’ordinanza, però, alcuni soggetti non erano stati rintracciati perché fuggiti all’estero o irreperibili. Tuttavia – spiega una nota dell’Arma –  per uno di essi, Kamal Nahid, marocchino di 33 anni, si avevano seri indizi circa un possibile domicilio nel Bresciano. Sono quindi stati organizzati dei servizi di appostamento nei pressi di una piazzola nel comune di Ospitaletto, dove era stata individuata l’auto a lui in uso. Dopo lunghe attese, l’indagato, nelle scorse ore, è stato notato mentre si avvicinava al mezzo e fermato. Individuata l’abitazione, distante poche centinaia di metri, si è proceduto alla perquisizione domiciliare, con l’ausilio di un cane, addestrato alla ricerca di stupefacenti, prontamente sopraggiunto col suo carabiniere conduttore dal vicino Nucleo Cinofili di Orio al Serio (Bergamo). All’interno dell’abitazione, è stato trovato un altro cittadino marocchino, un 32enne fino a quel momento estraneo all’indagine.

Appena entrato in casa, il cane ha puntato un cassetto, iniziando ad abbaiare e a scodinzolare, segno che quello che per lui era un gioco la stava vedendo vincitore. All’interno del cassetto, infatti, è stato rinvenuto un panetto di hascisc dal peso di circa 100 grammi. Durante la perquisizione, durata oltre 4 ore, è stata poi rinvenuta altra sostanza stupefacente, cocaina, suddivisa in più involucri, per un peso totale di circa 50 grammi (con un valore sul mercato di 4500-5000 euro), un bilancino di precisione, della polvere (mannitolo) generalmente usata per il “taglio” della droga e delle bustine per il confezionamento delle singole dosi, nonché oltre 3200 euro. Tutto è stato sequestrato.

Nei confronti del soggetto ricercato, al quale si sarebbe dovuta applicare la misura degli arresti domiciliari, alla luce di questo ulteriore sequestro, l’Autorità giudiziaria ha disposto la più rigida misura della custodia cautelare in carcere, applicata anche all’altro individuo (E.A. le iniziali note), indagato in concorso per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il denaro sequestrato è stato depositato, come da normativa, su di un conto corrente infruttifero, in quanto provento di attività delittuosa, in attesa della successiva confisca.

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