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Tentato omicidio in piazza della Pace, il 37enne resta in carcere

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Il giudice Platè

Resta in carcere Andrea Mulattieri, 37 anni, arrestato martedì scorso per aver ferito in centro a colpi di lama un 29enne residente nel Piacentino ma frequentatore del capoluogo cremonese. Lo ha deciso il gip Letizia Platè. Per Mulattieri, l’ipotesi di reato è quella di tentato omicidio. L’accusa, per il 37enne, che è pregiudicato, è pesante: l’aver colpito Emanuele M. “con numerosi colpi di mannaia fabbricata artigianalmente, colpi sferrati per due volte al capo, per una volta alla nuca e per molte volte alle braccia e alle gambe con violenza tale da cagionare lesioni profonde e fratture delle ossa del radio e del capitello radiale”. Per l’accusa, “atti diretti in modo non equivoco a cagionare la morte” del rivale. Un evento scongiurato solo grazie al fatto che il 29enne si è difeso.

Tutto è partito dalla lite tra i due cominciata alle 23,30 del 6 ottobre in piazza della Pace. All’arrivo della polizia, Mulattieri, che nel frattempo si era allontanato verso corso Campi, ha riferito di essere stato in possesso di un’accetta artigianale di cui si era disfatto pochi minuti prima. L’arma, della lunghezza complessiva di circa 30 cm con lama di 12,5 cm, è stata effettivamente trovata abbandonata poco distante e posta sotto sequestro. Nel frattempo la vittima era già in ospedale, entrata “presso il pronto soccorso alle 00,22 del 7 ottobre”. Successivamente, sentito dalla polizia giudiziaria, il ferito ha raccontato di essere in stato confusionale, e che si ricordava solo di essere stato aggredito da uno sconosciuto e senza un apparente motivo. Al contrario, Mulattieri, in sede di interrogatorio, ha riferito di conoscere il 29enne da tempo, di aver trovato l’accetta lo stesso pomeriggio nei pressi dell’abitazione  e di aver deciso di portarla con sé quella sera per difendersi dallo stesso 29enne che già quel pomeriggio lo aveva minacciato di morte per gelosia. Ha poi aggiunto di essere stato aggredito per primo dal contendente che brandiva un coltello con il quale lo ha colpito in modo superficiale sia sul corpo che sul viso. Mulattieri ha invocato la legittima difesa, dicendo di aver cercato di allontanare il suo aggressore utilizzando l’accetta verso le braccia e le gambe del 29enne al solo fine di farlo smettere.

Secondo quanto riportato nell’ordinanza del gip, poco decisive, nella ricostruzione dei fatti, sono state le immagini delle telecamere. “Difficile, allo stato attuale”, si legge, “stabilire esattamente la dinamica della colluttazione”. Agli atti c’è invece il racconto dell’unico testimone dei fatti, titolare di un’attività commerciale, secondo il quale sarebbe stato Mulattieri ad aggredire il rivale per primo, lanciandogli contro una pietra, che il 29enne non era armato e che Mulattieri, pur essendo l’unico dei due avversari armato fin dall’inizio, non avrebbe esitato ad utilizzare l’arma.

L'avvocato Garbetta

Per il gip, “la molteplicità e l’intensità dei colpi sferrati, il mezzo utilizzato, l’entità delle lesioni e il complessivo comportamento aggressivo di Mulattieri fanno ritenere sussistenti gravi indizi in ordine al reato contestato. Il mezzo ed alcune zone colpite erano sicuramente idonei a cagionare la morte”. Nell’ordinanza si legge anche che “non emergono elementi da cui desumere che Mulattieri abbia agito per legittima difesa, poiché risulta l’unico dei due contendenti armato e l’unico a non aver riportato alcuna lesione significativa. La gravità dell’episodio e l’incapacità mostrata da Mulattieri di frenare i propri impulsi lesivi, compresi i suoi precedenti, fanno ritenere che vi sia la probabilità che egli possa commettere altri reati della stessa specie”.

Totalmente contrario il parere del legale della difesa, l’avvocato Davide Garbetta, secondo il quale Mulattieri si è solo difeso. “Sì, i colpi inferti ci sono”, ha detto il legale, “ma lo scopo del mio cliente era solamente quello di difendersi, non certo quello di uccidere. Mulattieri è stato costretto a difendersi dal pericolo di un’offesa ingiusta alla sua persona”. Per l’avvocato Garbetta, “le immagini delle telecamere lo provano: nei frame si vede il mio cliente che si dà alla fuga ed è inseguito dal 29enne che brandisce un coltello”.

Sara Pizzorni

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