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Prandini: 'Basta con i caseifici del Grana che lavorano per i formaggi taroccati'

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Sopra, Prandini a Cremona (foto Sessa)

“E’ inconcepibile che ci siano caseifici della rete del Grana Padano che producano anche formaggi similari che fanno concorrenza proprio al Grana Padano”. Lo ha detto il Presidente di Coldiretti Lombardia, Ettore Prandini, durante il convegno a Cremona dell’ExpoTour dedicata proprio a uno dei tesori del Made in Italy nel mondo. Ogni anno in Italia si producono 350 mila forme di surrogati del grana e altre 750 mila forme vengono fatte all’estero, come ha confermato lo stesso Direttore del Consorzio del Grana Padano Stefano Berni durante il convegno di Cremona. Il valore del finto Made in Italy nel mondo sfiora i 60 miliardi di euro. Ai formaggi Dop, compreso il Grana, viene dedicata quasi la metà del latte lombardo, in una regione che rappresenta più del 40% di tutto il latte italiano. Ed è per questo che il prezzo del latte della Lombardia – spiega la Coldiretti regionale – diventa strategico a livello nazionale. “Il confronto è aperto con Galbani che incontreremo non a Cremona ma nella loro sede – ha detto Prandini – ma non dobbiamo dimenticare il ruolo della Grande distribuzione e le dinamiche dei prezzi al dettaglio che, anche quando calano alla stalla, non vedono mai una diminuzione per i consumatori. A pagare alla fine sono sempre gli allevatori e le famiglie”.

Dagli Stati Uniti alla Germania, dal Regno Unito al Giappone, l’export del Grana Padano ha resistito anche negli anni più bui della crisi. Fra il 2008 e il 2013 le forme vendute all’estero sono aumentate di quasi il 32%, passando da un milione e 152 mila a oltre un milione e mezzo, con un volume d’affari di 787 milioni di euro con una crescita del 41% dai 558 milioni del 2008. E i primi quattro mesi del 2014 hanno fatto registrare un ulteriore progresso dell’8% sulle quantità esportate. Nel quinquennio della crisi l’export ha raggiunto punte del 43% verso la Germania, di circa il 36% in Giappone, del 62% sull’area Benelux (Belgio, Olanda e Lussemburgo). Il Grana Padano – aggiunge la Coldiretti Cremona – è cresciuto anche presso uno dei nostri rivali storici in tema di vini e formaggi, la Francia che ha registrato un +38%.

Se il nord Europa e gli Stati Uniti rappresentano mercati maturi – spiega la Coldiretti Cremona – altri Paesi hanno iniziato ad assaggiare il Grana Padano: dalla Cina al Mozambico, dalla Nuova Zelanda all’Arabia Saudita, dall’Algeria alla Russia. Anche se proprio il blocco delle importazioni deciso da Putin come ritorsione per la crisi ucraina è uno dei fattori, non l’unico, che sta causando uno scivolamento delle quotazioni: dai 6,80 euro al chilo di agosto (per la stagionatura a 9 mesi) ai 6,50 euro di ottobre, con un meno 4,4% in tre mesi e contro i 7,20 euro al chilo dello stesso periodo dello scorso anno.

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