Commenta

Record per le scuole di agraria, +25% iscrizioni negli anni della crisi Sondaggio, giovani preferiscono lavoro in campagna a posto in ufficio

agric-evid

Fra il 2008 e il 2014 le iscrizioni nelle scuole di agraria della provincia di Cremona hanno fatto un balzo del 25%. E’ la risposta dei giovani – dice la Coldiretti di Cremona – agli anni della crisi.

I banchetti di Campagna Amica in centro a Cremona

Secondo il sondaggio Coldiretti/Ixè, il 54% dei ragazzi oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (21%) o fare l’impiegato in banca (13%). Inoltre  il 50% degli italiani ritiene che cuoco e agricoltore siano le professioni con la maggiore possibilità di lavoro. “E’ un “ritorno alla natura  – con l’agricoltura e l’alimentazione viste come sbocco lavorativo – che parte dalle scuole, con il boom di iscrizioni negli istituti di agraria” evidenzia Coldiretti Cremona, che, nell’ambito del Mercato di Campagna Amica sbocciato nell’area dei centralissimi corsi Campi-Garibaldi per la tappa cremonese del Lombardia expo Tour, ha voluto dare ampio  spazio agli stand degli studenti di agraria, presenti con attività e laboratori tesi a raccontare “la scuola in agricoltura”.

La crisi – afferma Coldiretti – ha ridisegnato le figure professionali del futuro, con il crollo a livello nazionale degli  iscritti alle prime classi degli istituti tecnici di amministrazione, finanza e marketing (che sono scelti da appena 45531 giovani con un calo del 4% rispetto allo scorso anno) e per la prima volta nella storia educativa del Paese c’è stato  il sorpasso dai giovani che hanno optato per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, che sono stati ben 48867, in aumento del 5%.

A livello nazionale, gli istituti agrari hanno registrato un aumento record di iscrizioni del 12%, facendo segnare il maggiore incremento nel numero di iscrizioni per il 2015 rispetto allo scorso anno.

Per Cremona il trend risulta ancora più significativo: l’Istituto d’Istruzione Superiore di agraria “Stanga”  (che raccoglie i plessi di Cremona, Crema e la “scuola Casearia” di Pandino, con un numero complessivo di 980 alunni), da anni mostra il segno “più”. Dalle iscrizioni dell’anno scolastico 2008/2009 a quelle del 2014/2015 l’incremento per la scuola di agraria della provincia di Cremona è del 25%.

Si è passati dai 780  iscritti del 2008 ai 798 dell’anno 2009, agli 854 dell’anno 2010 agli 883 del 2011. Lieve flessione solo nel 2012 (con 853 iscritti), ma subito seguita dal balzo in avanti degli anni 2013 (921) e 2014 (ben 980). La soglia dei mille iscritti è ormai a portata di mano. Con alunni che giungono da Cremona, Brescia, Piacenza, Mantova.

Un “caso nel caso” è rappresentato dal plesso di Crema, che negli ultimi tre anni ha vissuto un balzo di oltre il 40%, passando da 50 iscritti alla classe prima nell’anno 2011/2012 agli 89 nuovi iscritti all’anno accademico 2014/2015.

Interessante anche il dato sulle ‘quote rosa’. In una scuola che è sempre stata a nettissima prevalenza maschile, a Cremona si nota una crescita, più lenta ma comunque significativa, del numero delle ragazze che scelgono di diventare perito agrario o agronomo, con il sogno nel cassetto di diventare imprenditrici agricole. Per l’istituto agrario del territorio, si è passati dalle 116 ragazze che frequentavano l’agraria nell’anno didattico 2008/2009 alle attuali 171, iscritte per l’anno accademico ormai iniziato.

Numeri che lasciano prevedere un aumento del numero delle imprenditrici agricole in provincia di Cremona: attualmente – nella classifica delle 5.375 imprese guidate da donne in provincia di Cremona – l’agricoltura è al terzo gradino (con 716 imprese agricole guidate da donne), superata dal commercio (con 1.568 imprese in rosa) e dai servizi per la persona (851 imprese al femminile). (dati 2° trimestre 2014 – fonte: InfoCamere – CCIAA Cremona)

“Sempre più giovani vedono che nella valorizzazione del vero Made in Italy legato al territorio c’è una concreta prospettiva di futuro e di crescita nel paese. Le campagne possono offrire prospettive di lavoro sia per chi vuole intraprendere con idee innovative che per chi vuole trovare una occupazione anche temporanea” afferma il Presidente di Coldiretti Cremona Paolo Voltini, nel sottolineare che “l’esperienza conferma che molti giovani stanno dimostrando di saper riconoscere ed incarnare le potenzialità del territorio trovando opportunità occupazionali, ma anche una migliore qualità della vita”.

“Quello che ancora manca – conclude Voltini –  è una giusta redditività, con i prezzi pagati agli agricoltori che non riescono spesso a coprire neanche i costi di produzione anche per colpa delle distorsioni di filiera e alla concorrenza sleale dovuta alla mancanza di trasparenza nell’informazione ai consumatori che permette di spacciare come Made in Italy prodotti importati”. Un tema che, nell’ambito della tappa cremonese del Lombardia Expo Tour ha avuto grande rilievo, con la tavola rotonda presso la Camera di Commercio cui hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente della Regione Maroni e il Ministro per le Politiche agricole Martina.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti