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La carica dei truffatori via social Giovani cremonesi ancora nel mirino

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Ormai è diventato difficile anche solo stimare i tentativi di ricatti via social network in cui sono incappati i cremonesi – per la gran parte ragazzi – negli ultimi tempi. Pure in questi giorni non sono mancati nuovi casi. Ma c’è chi ha evitato il pericolo, consapevole dei rischi alla luce di quanto più volte denunciato dai media.

Vere e proprie bande organizzate hanno iniziato a riempire di trappole i social, che sembrano diventati la nuova frontiera dei ricatti dopo il boom registrato negli anni scorsi in caselle email e siti di annunci. Sui social, dove l’età media degli utenti è decisamente bassa, pare sia ancora più facile estorcere denaro a malcapitati.

Dalla primavera di quest’anno in particolare sono fioccate le denunce e i casi cremonesi trattati dai media. Il pericolo maggiore, più diffuso, è ormai quello delle truffe hard: ragazze di bella presenza o presunte tali contattano utenti tramite messaggi scritti e invitano ad accendere videoconversazioni Skype, con cui estrapolare momenti osé della vittima della truffa o semplicemente il suo volto per inserirlo in un video contenente sequenze pornografiche (per convincere il malcapitato l’inizio della videochiamata viene caratterizzato da movenze ammiccanti della ragazza o da clip hot spacciate per immagini in diretta Skype). Tutto ciò per chiedere denaro in cambio della mancata pubblicazione e diffusione via internet.

“Il pericolo è davvero sempre dietro l’angolo”, spiega un 26enne di Cremona preso più volte di mira nel giro di pochissimi giorni. “Fra questa domenica e lunedì hanno cercato di ingannarmi in tre occasioni – aggiunge -. Non uso molto i social network. Non mi piacciono molto e devo dire che ora mi piacciono ancora di meno. Nelle scorse settimane, più volte ho ricevuto messaggi di sconosciute che cercavano di attaccare bottone con un italiano scadente o in inglese. Ma non è solo Facebook il problema. Mi sono iscritto recentemente anche ad altri social network, giusto per curiosità. Come ho già detto in due giorni, fra ieri e oggi, già tre sedicenti ragazze interessate a iniziare conversazioni mi hanno contattato su uno di questi social, al quale mi ero iscritto proprio ieri. Nomi stranieri, come Stephanie e Cindy, ma residenze, presunte, in Italia. In italiano, ma con molti errori, spacciandosi per ragazze da poco arrivate nel nostro Paese, hanno cercato insistentemente di convincermi a effettuare chiamate Skype o a passare ad altri social, dove probabilmente è più facile conversare prima che intervenga qualche moderatore con la cancellazione dell’utenza-truffa. Non ci sono cascato, visto anche ciò che è stato possibile leggere ultimamente sui media. E infatti, poche ore dopo, mi sono accorto di aver fatto bene: i moderatori del social hanno bloccato e rimosso queste tre utenze”.

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