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Il buonismo fa male ai più deboli

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I centomila che sono scesi in piazza a Milano giorni fa alla manifestazione della Lega contro l’emergenza sbarchi porta ad alcune considerazioni.

1) L’Italia è un Paese molto tollerante e compassionevole. Ma talvolta, come sostiene Francesco Alberoni, queste qualità entrano in conflitto con la giustizia e producono danni. In questi casi non si deve parlare di bontà ma di “buonismo”. Esempi: a Napoli la gente aiuta a scappare i ladruncoli che rubano in macchina o ti strappano l’orologio per strada. Sulle spiagge molti proteggono gli ambulanti irregolari. Se una famiglia extracomunitaria si dimentica di pagare l’affitto, viene giustificata dai più. Se un poliziotto tocca un immigrato e costui dice che il poliziotto lo ha picchiato, la maggioranza de noantri crede all’immigrato. Dalle mie parti almeno  è così. La lista buonista è parecchio lunga. Si tollera lo studente violento e fancazzista, l’ubriaco che starnazza alla movida, lo zingaro che entra in casa tua e rubacchia quel che trova, il drogato disteso sotto i portici o davanti alla discoteca, chi va sui mezzi pubblici e non paga il biglietto. Se il controllore lo becca, il controllore passa un brutto quarto d’ora.

2) A Milano, in piazza Duomo il nigeriano Toni Iwobi (responsabile per la Lega dei  problemi legati alla immigrazione) ha detto dal palco: “La clandestinità è un reato in tutto il mondo, ma non in Italia”. E poi: “Io sono leghista perché la Lega è l’unico partito che difende la legalità”. Matteo Salvini, che era al suo fianco, per poco non vien preso da un coccolone. Ma si è ripreso subito, urlando: “Difesa dei confini, basta alla operazione Mare Nostrum, diamo lavoro agli italiani, mai una moschea in Italia per chi seppellisce le donne sotto il velo”. Poi ha detto che si farà aiutare da Marine Le Pen ad abolire il trattato di Schengen. Salvini è matto? No, interpreta un sentimento popolare che va sempre più diffondendosi. Sottovalutarlo è una pessima idea.

3) Il sistema in cui siamo calati fin qua è “lasso” come dicono molti sociologi. Cioè allentato, rilassato, mollaccione. Incline al compromesso anche su valori che non sono  negoziabili. Ecco, un sistema così può andare bene là ove esiste un forte senso civico e a deragliare sono in pochi. Ma un sistema lasso diventa pericoloso quando è la maggioranza che deraglia. Perché? Perché la gente ha paura di rimproverare coloro che deviano. Ed allora la gente è portata o ad ignorarli o a giustificarli. Non è lontano il giorno in cui le stesse forze dell’ordine, per non apparire impopolari, rinunceranno  a fare il loro dovere. Segnali (inquietanti)  in tal senso ci sono già, a dar retta almeno a taluni telegiornali.

4)Nelle città si stanno formando aree degradate, contenitori riempiti con le migliaia di persone salvate dal mare. Sono le nuove  favelas europee. In Francia non si contano più. In Germania e Svizzera invece tutto è sotto controllo. Ma i tedeschi hanno l’Angelina Merkel, noi la Rosy Bindi. Ed allora? Allora bisogna riflettere su questa nostra eccessiva tolleranza perché procura grandi disagi ai vecchi, agli ammalati, a tutti i deboli che invece rispettano la legge.

5) Il buonismo favorisce i prepotenti, i falsi, i menzogneri, i gruppi organizzati che vanno nelle piazze e nei talk show a strillare al sopruso. Coloro invece che hanno realmente bisogno non hanno voce, non riescono a farsi sentire, vengono irrisi e calpestati. Per uscirne occorrono forze dell’ordine rafforzate, pagate meglio, più preparate e istruite, più attrezzate. E magari pure con una età media più in linea con il nuovo mansionario. Molti paesi democratici si stanno già organizzando in questa direzione. I più deboli vanno aiutati. O no?

Enrico Pirondini

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