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Già partiti alcuni pullman della Cgil Almeno 500 da Cremona a Roma

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Il primo a partire è stato il pullman dei pensionati e nel giro delle prossime ore si aggiungeranno gli altri 9 autobus da Cremona, Crema e Casalmaggiore,  alla volta di Piazza San Giovanni, a Roma, per la manifestazione sul lavoro organizzata dalla Cgil. Dalla sede provinciale del sindacato viene espressa soddisfazione per la grande adesione dei lavoratori. “Sta andando oltre le più rosee aspettative  – commenta Mimmo Palmieri, segretario provinciale – l’adesione ad un’iniziativa che vuole ribadire l’importanza del lavoro, della dignità e dell’uguaglianza, tre temi fondamentali per cambiare l’Italia. Anche questa mattina stanno arrivando nuove iscrizioni. Quattro pullman partono dal capoluogo, 2 da Crema, 1 da Casalmaggiore, altri due stanno facendo il  giro degli altri comuni di maggiori dimensioni”, punti di raccolta per i centri minori. Dunque, saranno almeno 500 i cremonesi in partenza sui mezzi messi a disposizione gratuitamente dal sindacato, a cui si aggiungeranno gli utilizzatori di treni e automobili.

Un appuntamento a cui la Cgil tiene particolarmente, che informalmente (ma la Cgil smentisce aspettative numeriche) gli organizzatori sperano possa raggiungere il milione di partecipanti e che dovrebbe fornire anche il polso della situazione circa la forza di un sindacato, mai come oggi messo in discussione a cominciare dal governo Renzi. “Perché l’Italia può e deve cambiare – è la motivazione del maxi raduno – La nostra piattaforma mette al centro il lavoro, la buona occupazione. Queste le nostre proposte: un piano straordinario per l’occupazione finanziato da uno spostamento della tassazione sulle grandi ricchezze; la riforma per ammortizzatori sociali universali; una riforma dello Statuto dei Lavoratori per estendere diritti e tutele universali a tutti; un contratto indeterminato a tutele crescenti, per favorire il lavoro a tempo indeterminato e sicuro, cancellando le forme contrattuali precarie che si sono moltiplicate fino a 46 forme di assunzione. Sono proposte semplici ma efficaci, in grado di restituire dignità a chi lavora e ripristinare un principio indispensabile: l’uguaglianza. E’ il momento delle scelte, chiare, dedicate a creare lavoro. Noi crediamo che il Paese abbia le competenze e i talenti per vincere la sfida e che il futuro passi attraverso investimenti nel capitale umano e nell’universalità dei diritti. Rivendichiamo un futuro che sia migliore, non peggiore del passato”.

Piena adesione alla manifestazione viene espressa da Sinistra Ecologia e Libertà, che al contrario del Pd  ha apertamente appoggiato le motivazioni della Cgil, amplificandone le ragioni e diffondendo sul territorio date e orari di partenza dei pullman. E oggi il deputato Franco Bordo diffonde la ‘lettera aperta’ alla Cgil che ribadisce le ragioni comuni di dissenso sul Jobs Act: “Innanzitutto – comincia la missiva – grazie per la possibilità di esserci che offrite a tutti. Esserci è la prima condizione per poter fare; ritrovarci, insieme, a Roma, nel baricentro politico del nostro Paese, già unisce la dimensione personale con quella del cittadino che dà corpo alla propria esistenza sociale, politica e civile. Il lavoro, come vuole la nostra Costituzione, è lo strumento per far accadere che un individuo solo ed isolato si emancipi, prenda coscienza di sé, modifichi il mondo e capisca di poterlo migliorare in una dimensione collettiva solidale: senza questo, il lavoro da strumento di progresso diventa solamente giogo, condanna e artefice di futuri miserevoli. Solo una squallida propaganda, che scambia lavoro con job e riforma con act per ammantarsi di malinteso dinamismo e di falsa intelligenza, vuole farci credere che ci sia, in questa scellerato provvedimento, qualcosa che abbia a che fare col progresso o col miglioramento. Non si tratta altro che di volere un futuro migliore, giusto e in cui costruire positivamente i nostri giorni, le cui fondamenta sono i diritti dei lavoratori.Viaggeremo insieme, in pullman, la notte tra venerdì e sabato quando a Roma, sempre insieme, manifestando, difenderemo il nostro futuro, quello di un intero Paese, e anche quello di chi parla di inopportunità perché, forse, vuole lasciare ad altri il compito di costruire il nostro domani”.

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