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Rubano al postamat con un pezzo di plastica: i due arrestati patteggiano 7 mesi e 300 euro di multa e restano in carcere

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Hanno patteggiato una pena di 7 mesi ciascuno senza la condizionale e 300 euro di multa. Dunque rimangono in carcere i due ladri del postamat di piazza Fiume arrestati dai carabinieri grazie alla telefonata di una commerciante della zona. Oggi i due, Bacem H’naien, tunisino di 21 anni, residente a Cremona, in Italia dal 2010, già arrestato per un furto con destrezza, e Vasile Sascioreanu, romeno di 23 anni, senza fissa dimora, arrestato in questo mese di ottobre per fatti analoghi a Chivasso, sono stati processati per direttissima davanti al giudice Pierpaolo Beluzzi. Erano difesi d’ufficio dall’avvocato Paolo Brambilla.

I due sottraevano i soldi al malcapitato di turno durante il prelievo al postamat, senza che questi se ne accorgesse, attraverso un marchingegno di plastica rudimentale ma efficace che impediva la fuoriuscita delle banconote, facendo credere al cliente che vi fosse un guasto nell’apparecchio. Così, quando questi si allontanava, i due malviventi recuperavano il marchingegno e i soldi.

La coppia è stata arrestata grazie alla telefonata di una commerciante che aveva notato due soggetti sospetti armeggiare attorno al postamat di Piazza Fiume nel pomeriggio di sabato 25 ottobre. Sul posto è intervenuta una pattuglia dei carabinieri di Cremona che, grazie alle descrizioni fornite dalla testimone e alle indicazioni in merito alla direzione verso cui si erano allontanati, sono riusciti ad individuarli, utilizzando le telecamere di videosorveglianza cittadine. Prima sono stati localizzati in piazza Risorgimento, poi seguiti con le telecamere fino in stazione, dove gli uomini dell’Arma li hanno bloccati e perquisiti, rinvenendo l’attrezzo utilizzato per commettere il colpo e 50 euro sottratti al postamat.

Davanti al giudice, Vasile Sascioreanu, che in aula era affiancato da un’interprete in quanto non parla l’italiano, ha ammesso le proprie responsabilità, dicendo che quella placchetta in plastica di fattura artigianale lunga 16 centimetri, gliel’aveva consigliata un connazionale di Milano che gli aveva raccomandato di usarla in particolar modo per le fessure dei postamat.

A sua volta il complice, il tunisino Bacem H’naien, ha raccontato di aver incontrato Sascioreanu in stazione venerdì e di averlo accompagnato, dietro sua richiesta, al postamat per fare un prelievo. Una volta sul posto, però, il tunisino ha detto di essersi girato per non guardare i numeri del pin del romeno. Ha poi aggiunto che a quello stesso postamat c’erano tornati dopo un’ora per fare un altro prelievo, e anche il giorno successivo, il sabato, quando il romeno gli aveva detto che gli avrebbe pagato da bere se lui gli fosse stato vicino mentre manometteva il postamat. “Ho visto che lui abbassava lo sportellino e inserita una linguetta verde”, ha detto al giudice, “ma non ho visto se sia riuscito a prendere i soldi”.

Nella giornata di sabato, utilizzando proprio quel dispositivo, erano riusciti a sottrarre solo 50 euro, ma la testimone ha riferito di averli notati nello stesso posto anche il giorno prima, allo stesso orario e vestiti allo stesso modo. Si sospetta quindi che con lo stesso stratagemma abbiano messo a segno altri colpi. A questo proposito i carabinieri fanno un appello alla cittadinanza: chi avesse avuto problemi con il prelievo al postamat è pregato di segnalarlo al comando di Viale Trento Trieste.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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