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Latitante con falsa identità inchiodato dai controlli della Gdf

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Dopo quasi due anni di latitanza è stato arrestato dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Cremona un cittadino albanese condannato per stupefacenti, sfruttamento della prostituzione e lesioni gravi. E’ stato fermato nella mattinata del 23 ottobre mentre passeggiava per una via del centro di Romano di Lombardia, luogo ben conosciuto dall’albanese poiché in passato dimora del fratello. Secondo quanto ricostruito a Romano di Lombardoa – fanno sapere dal comando cremonese- si era rifugiato, vivendo di espedienti e sporadiche occupazioni quale carpentiere, dopo essersi allontanato da Alessandria per sfuggire all’ordine di cattura che la Procura della Repubblica del capoluogo piemontese aveva emesso nei suoi confronti a seguito delle condanne a 5 anni e 7 m esidi reclusione accumulate a partire dal 2005.
Gengi Hoxha, questo il nome del 36enne albanese ricercato dalle Forze di Polizia, era incappato nella rete dei militari una sera di settembre, quando era stato controllato mentre viaggiava a bordo di un’autovettura guidata da un cittadino nordafricano. In quell’occasione il 36enne aveva esibito una carta di identità rilasciata da un Comune italiano – materialmente autentica, quindi – ma intestata a un cittadino romeno inesistente e, soprattutto, incensurato, che ha tratto in inganno i militari.
Gli accertamenti di routine svolti successivamente “in ufficio” hanno portato i militari a scoprire che il cittadino nordafricano alla guida dell’autovettura, immigrato regolare, era stato già fermato alcuni anni prima per un controllo di polizia e che in quell’occasione viaggiava in compagnia dell’uomo sul quale ora pendeva il mandato di cattura. Ottenutane la fotografia, i finanzieri hanno compreso che il compagno di viaggio fermato non era un romeno incensurato ma proprio il latitante. I controlli presso l’Anagrafe del Comune hanno permesso di comprendere che questi si era presentato con un documento romeno falso e che nel giro di poche ore era riuscito a crearsi una nuova identità pulita e grazie alla quale il latitante aveva anche potuto stipulare un contratto di affitto regolarmente registrato nel Comune di Romano.
A questo punto i Finanzieri hanno solo dovuto aspettare che il 36enne facesse rientro nel Comune di residenza dal paese di origine per intercettarlo nei pressi dell’appartamento affittato e porre termine, così, alla sua latitanza. L’albanese è stato condotto alla Casa Circondariale di Bergamo a disposizione dell’Autorità giudiziaria di Alessandria e denunciato alla Procura della Repubblica di Bergamo per il possesso di documenti attestanti false generalità e per il reato di ricettazione.

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