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Viaggio della memoria Quest'anno un ponte tra I e II guerra mondiale

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Viaggio della Memoria, ventesima edizione, presentato  questa mattina 6 novembre all’Itis Torriani da una delegazione di scuole superiori della provincia e dall’organizzatrice storica, Ilde Bottoli. Quest’anno il progetto è di valenza triennale e segue la il filo rosso delle guerre che hanno contrassegnato la prima metà del Novecento, lasciando strascichi anche nei decenni più recenti, vedi guerre nell’ex Jugoslavia. Sedici scuole superiori, da Cremona a Crema, proporranno ai propri studenti il tema di quest’anno, “1914 – 1945, la nuova Guerra dei trent’anni in Europa”, che si svilupperà nell’arco del triennio 2014 -2017. Un viaggio della memoria stavolta completamente inedito: dopo aver portato i ragazzi negli scorsi anni nei luoghi dello sterminio ebraico (e di tutti le minoranze sgradite ai totalitarismi)  la meta sarà infatti  l’est più vicino ai confini italiani, i luoghi cioè che furono teatro dello scoppio della prima Guerra Mondiale e che videro, durante la seconda, il criminale impegno dell’esercito italiano alleato di Hitler nella pratica dei campi di concentramento. Gorizia, Lubiana, Redipuglia e Gonars, sede di un campo di concentramento  fascista, saranno le mete del viaggio che si svolgerà dal 21 al 23 aprile,  preceduto da un articolato percorso di avvicinamento  alla tematica, che prevede momenti di particolare interesse non solo per gli studenti. Martedi prossimo, 11 novembre, si terrà in sala Puerari il seminario su “Storia e memoria – Sguardi incorciati a cento anni dallo scoppio della prima guerra mondiale”, con ospiti internazionali quali lo storico Fabio Todero e i colleghi Stefan Wedrac, dell’Accademia austriaca delle scienze e Borut Klabjan, università di Capodistria.

“Quest’anno – ha spiegato Ilde Bottoli – ci siamo voluti concentrare su un concetto particolare, quello dell’estrema diffusione su scala europea della pratica dei campi di concentramento e sulle responsabilità dei governi collaborazionisti”. Un percorso che proprio per questo si snoderà l’anno prossimo in Francia e quello successivo in Belgio, a Bruxelles e a Breendonk, sede di un forte militare trasformato in campo di concentramento, divenuto subito dopo la fine della guerra museo degli orrori nazifascisti.

Quest’anno il progetto “Essere cittadini europei” si amplierà con un approfondimento sulle relazioni tra totalitarismo, guerra e sport. In collaborazione con il Panathlon, il 10 dicembre nell’aula magna dell’Itis Torriani  si terrà il convegno “Sport e diritti nella storia: fascismo, shoah e Resistenza”, con le relazioni degli storici dello sport Sergio Giuntini e Maria Canella, organizza Pierluigi Torresani. “Sappiamo quanto la tematica sportiva sia la più adatta per avvicinare i ragazzi”, spiega Cesare Beltrami, presidente Panathlon Cremona. “Il rapporto tra sport e II guerra mondiale è stretto, lo sport è notoriamente un mezzo di propaganda che piace ai regimi totalitari. E la Guerra si intreccia con le vicende umane e sportive di atleti anche di casa nostra, come i canottieri Boni e Fanetti che dopo aver vinto il bronzo alle Olimpiadi di Lndra, furono chiamati a combattere al fronte, per poi tornare allo sport finiti i combattimenti. E poi si parlerà di vicende più vicine a noi, con le Olimpiadi di Monaco del 72 e la strage degli atleti ebrei nel Villaggio Olimpico. Da allora le Olimpiadi non sono più state le stesse”.

L’iniziativa si avvale del sostegno del Comune di Cremona (rappresentato nella conferenza stampa dall’assessore Rosita Viola). Presenti i dirigenti scolastici Celestino Cremonesi, Mirelva Mondini, Roberta Balzarini, Roberta Mozzi e alcune insegnanti referenti delle singole scuole.

g.b.

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